Carissimo Pinocchio…

Carissimo Pinocchio

nemico dei giorni più lieti,
di tutti i miei sogni segreti
che confidavo a te.

Dove sei? Ti vorrei veder,
del tuo mondo vorrei saper:
forse Babbo Silvio è con te…
dov’è la Giannini che m’ingannò,
il buon Matteo che ci parlò,
e la Strega Gelmini dov’è??

Comincerei così questa saga dell’inutile, il resoconto di un formidabile concorso, indetto dal fantasmagorico e nientepopodimenoche “IononvadoalGovernosenonmivotano”, Matteo Renzi.

Grazie, Matteo. Grazie, anche se non dovevi. Non dovevi perché, come tutti i balordi che salgono al potere, sei riuscito a distruggere:

  1. Le pochissime speranze degli insegnanti in genere;
  2. Le tante speranze degli insegnanti di sostegno;
  3. Quel poco (dire poco è troppo, davvero) di barlume di speme che ci era rimasto.

Capisco, neanche tu vuoi insegnanti choosy, ma vuoi gente davvero appassionata al proprio mestiere, tipo la lavascale appena assunta in ruolo con il tuo esilarante pacchetto denominato ‘Buona Scuola’ (e mentre scrivo al pc, stranamente, mi viene fuori la parola ‘sola’….bah…), il libero professionista che, giustamente, non aspettava altro che andare a scaldare una fantastica sedia cadutagli dall’alto.

Eh si, Matteo, non ti andava bene la servitù della gleba che per decenni ti ha servito in qualità di docente: no, loro non sono buoni, andavano ancora sfruttati, spremuti fino all’osso dei fatidici 36 mesi da cui non si transige, no, non più. Eh si, caro Renzi, hai pensato bene tu di adattare le norme aziendali alla Scuola Pubblica Italiana, perciò o fuori o dentro, quindi dopo tre anni di contratti fino al 31 agosto si è fuori, per sempre.

E per questo e altro ancora ti dobbiamo ringraziare caro Matteo, in fondo non è colpa tua se inguardabili signori prima di te hanno rovinato la carriera di cotanti aspiranti al ruolo: ora non basta più specializzarsi, ma le prove saranno ancora più rigide al concorso e per farci uno scherzetto, hai pensato bene di indire meno posti per il sostegno nonostante il numero crescente di bambini con disabilità e nonostante i corsi a cui si partecipa (che ci hanno già visto affrontare ben tre prove) corrispondano al fabbisogno locale, regionale e nazionale degli insegnanti di sostegno.

Eh no, caro Matteo, tu ritenevi di poter fare ‘cosa buona e giusta’, ma dopo ciò che è stato fatto precedentemente (si vedano, ad esempio, i corsi Pas e quei ‘poveri partecipanti’) a causa dei continui cambi di rotta per ottenere quell’ambito posto, non si può dare un taglio netto così: ma come ci ricordi tu, grazie al tuo attuale operato, si nasce con sani principi e, una volta arrivati al podio finale,si dimenticano le belle promesse e a noi non ci resta che piangere (permettimi questo piccolo errore..).

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