DISOCCUPATI VITE IN PARALLELO: LA STORIA DI D “VITE IN CAM”

In questi giorni, ho ricevuto la storia di D…ve la riporto così come l’ha scritta lei e lascio a voi i commenti…perchè io sono senza parole.

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Ciao ho scoperto il tuo blog solo recentemente e per caso.
Ho visto che raccogli le storie amare e condite da un pizzico di ironia di ragazzi e ragazze che non trovano lavoro in questo paese fallito che è l’Italia.
Volevo aggiungere la mia per completare il triste quadro; bhè con la mia storia possiamo dire anche squallido.
Per motivi di privacy ho scelto un nome di cortesia ovvero Daniela ma mi conoscevano come Domina .. e già qua si capisce di che ambito parliamo.
Ho 37 anni e vivo nel ricco nord Italia; ho una laurea di 5 anni sulle spalle e tante delusioni, forse legate ad aspettative irreali.
Ho fatto diversi lavori e lavoretti mal pagati, call center e promoter, ore inutili passate a spruzzare profumo o a chiamare gente a casa…
Intanto l’università ti prosciuga ogni risorsa economica e la mia famiglia non è benestante. Non avrei dovuto fare l’università. Comunque ad un certo punto vado via di casa e comincio a convivere con il mio uomo che per fortuna lavorava. Tuttavia non potevo più sopportare di non avere un euro in tasca e per caso ho scoperto il mondo delle Cam girls (ormai molto inflazionato). Ho lavorato in cam per noti siti italiani come RIV dove ti mangiano metà del guadagno come niente però… si lavorava bene. Poi ho provato vari siti americani dove con un po’ di faccia di culo (ovvero mostri il culo e la faccia diventi popolare) guadagnavo forte, ma lavori tutta la notte ..uno show dopo l’altro … pensa che ti richiedono cose così assurde che in uno show un mio fan ha dovuto difendermi dicendo agli altri spettatori ..” she is a woman no a cow..” questo dà l’idea o no?
Poi sono diventata una “free lance” appoggiandomi a siti vetrina come “mondo cam girls”  esibendomi in skipe  e tenedomi i miei guadagni finalmente!
Facevo anche 10 ore di shows in orario sia diurno che notturno con ogni genere di utenza … ovvio  i’m the boss e se non mi va quello che chiedi ti mando a cagare! Con molta facilità se si disinibita 1500/2000 euro al mese te li fai.
Il mio compagno non ha mai interferito con la mia scelta e finchè psicologicamente ce la facevo andava tutto bene. Poi non ce l’ho più fatta. Non è la vita che volevo. Per continuare in quel modo dovrei assumere qualcosa che mi cancelli la coscienza di me. Ho smesso anche se non ho lavoro. Mi sento ancora sporca se ci ripenso e non riesco a cancellare dalla mente lo schifo che ero costretta a sentire e vedere. Questo è l’unico “lavoro” pagato bene che ho fatto nella vita.
Non ho prospettive aperte per il futuro. Ora ho un marito che mi mantiene e io posso sentirmi una nullità a casa.
Non ho figli e non ne voglio perchè non potrei dargli una vita dignitosa in questo paese di merda e di corruzione.
Vivo solo per mio marito. Ho la terribile sensazione di aver sbagliato tutto e che non ci sia rimedio.
ti auguro miglior fortuna un abbraccio
D.

2 thoughts on “DISOCCUPATI VITE IN PARALLELO: LA STORIA DI D “VITE IN CAM”

  1. … siamo molti così io faccio la cam da anni !
    qua italia fa schifo gli uomini tutti mariti fidanzato tutti sono in cam noi ci spogliamo xchè non cè lavoro!
    poi si fa anche altro a pagamento xchè devo vivere anche io! Pago afitto di casa con sesso a mio padrone di casa e questo così qua a italia.

  2. Non é facile commentare una lettera come questa, é triste, fa rabbia, fa sentire impotenti, purtroppo a volte facciamo scelte nella vita che stravolgono completamente il senso di tutto ció che eravamo che siamo e che volevamo diventare. Ha avuto il coraggio di cambiare cammino nonostante sapesse che le cose non sarebbero migliorate economicamente e non solo. Ma non é vero che non si puó cambiare, non é vero che debba vivere la sua vita con il rimorso di aver fatto la scelta sbagliata, e che debba continuare a sentirsi una nullitá, nessuno puó giudicarla per ció che ha vissuto e deve trovare la forza di ricominciare ad amarsi. Non sará facile ma mi auguro davvero che Daniela trovi questa forza e il”coraggio” per ricominciare e andare avanti. Credo che la vita l’abbia giá punita abbastanza.

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