DISOCCUPATI VITE IN PARALLELO: LA STORIA DI SABRINA. CRONACA DI UN COLLOQUIO DI LAVORO

Buongiorno Valeria, buongiorno amici del blog “La disoccupazione ingegna”!

huub_blekkenhorst_1_03_13_2013_06_15_49

Sono ormai 3 anni e 6 mesi che cerco disperatamente “lavoro” e a parte lavoretti molto brevi come hostess/promoter, o collaborazioni a chiamata con varie agenzie per il lavoro, non ho trovato nulla.

La città dalla quale vi scrivo è Lodi ( 30 km da Milano ) e ci tengo a precisarlo, per tutti quelli che pensano e sostengono che al nord sia più facile trovare lavoro.

Il parere che io mi sono fatta in questi anni, è che al nord sia soltanto più facile trovare “ i furbetti “ che cercano di sfruttarti in ogni modo e di fregarti, facendoti lavorare e poi dicendoti che “ c’è la crisi e non ti posso pagare “.

Vorrei ricordarvi che, non a caso, nella nostra costituzione, del lavoro se ne parla come di “un diritto del cittadino“ e “ la retribuzione, spetta al lavoratore per l’attività svolta. E’ la principale obbligazione in capo al datore di lavoro.

La retribuzione connota il rapporto di lavoro come un contratto oneroso di scambio. Nel caso di retribuzione percepita da un lavoratore dipendente, su usa il termine salario ”.

In conclusione, IL LAVORO NON E’ MAI VOLONTARIATO, NON CONFONDIAMOCI!

Detto questo, vorrei raccontarvi una mia esperienza recente, con una delle più grosse aziende del mondo … la Nestlè.

A seguito di una mia candidatura per la posizione di “ addetta vendite “, vengo contattata dall’ufficio personale, per partecipare al “RECRUITING DAY NESPRESSO“. Mi viene chiesto telefonicamente, quali fossero le mie precedenti esperienze lavorative e ricevo una mail di conferma per partecipare alla suddetta giornata di selezione. Arrivo ad Assago (MILANO) alle 15,30, in uno dei più grossi uffici d’Italia e mi ritirano subito il documento d’identità in cambio di un badge elettronico, per ragioni di sicurezza dicono. Mi fanno accomodare insieme ad altre 8 candidate e ci fanno attendere oltre mezz’ora prima di procedere alla presentazione dell’azienda con annesso colloquio individuale.

Saliamo al 6° piano e durante il mio tragitto, noto che sono sparse macchinette del caffè e cialde ovunque in giro per gli uffici.

Entriamo in una grande stanza conferenze con un tavolo ovale, accompagnate dalle 3 selezionatrici.

Una di loro esordisce dicendo: “Siete tutte clienti Nespresso?“ Resto per un attimo allibita, in quanto noi siamo lì per cercare e possibilmente trovare un posto di lavoro e non per diventare clienti Nespresso.

Alcune dicono di sì e altre invece come me, si astengono dal rispondere. A quel punto, la selezionatrice, preso nota delle astenute, comincia ad indagare sul perchè e per come non fossimo ancora clienti Nespresso.

Una ragazza risponde che lei vive con i genitori, e che non si occupa lei di questioni che riguardano il fare la spesa al supermercato.

Quando vengo interrogata io, mi accodo a quanto precedentemente detto da quella ragazza.

A questo punto, la selezionatrice procede con la presentazione dell’azienda, una delle multinazionali più grandi del mondo, con fatturati da capogiro, George Clooney come testimonial, e bla bla bla …

Si arriva finalmente al punto in cui si parla di che cosa l’azienda stesse realmente cercando … si parla di “ Coffee Specialist “, di “Ambasciatrici del gusto “ … Eeeehhhhh ??? Io pensavo cercassero delle semplici commesse !!! E quali caratteristiche dovrebbero avere queste “ Coffee Specialist “ ? OTTIME DOTI RELAZIONALI ( Ok ! ), BUONA CONOSCENZA DEL COMPUTER E DEL PACCHETTO OFFICE ( Ok ! ), OTTIME CONOSCENZA DELLE LINGUE, in quanto ci viene spiegato che se dovesse venire a trovarci un cliente da Tokyo, dovrebbe essere servito nel migliore dei modi, ed ovviamente bisogna essere APPASSIONATE DI CAFFE’.

Adesso la domanda sorge spontanea, anzi le domande sorgono spontanee, se io fossi laureata in lingue e conoscessi il giapponese, presenterei la mia candidatura per lavorare come commessa per Nespresso secondo voi ? Non direi proprio !

Oltre tutto, non capisco perchè per poter vendere macchinette per caffè e cialde, io dovrei diventare una caffeinomane !

Nel frattempo alcune mie compagne di (dis)avventura, cominciano a raccontare le loro precedenti esperienze in Nespresso e dicono che Nespresso produce 23 diversi tipi di cialde, e quindi di aroma/gusto di caffè e che le Coffè Specialist, devono conoscere tutti i tipi alla perfezione per poterli eventualmente proporre ad un cliente molto esigente.

Un’altra dice di aver lavorato nella boutique di Bari, e di essere diventata un’ottima cliente, di avere la loro macchinetta del caffè a casa … eh ci credo !!! Se obbligano le loro commesse ad assumere caffè in quantità spropositata, mi pare ovvio che dopo si crea una certa dipendenza dal prodotto!

Comunque, in tutto questo vorrei ricordarvi che io stavo solo cercando lavoro, e che non mi interessa assolutamente diventare una caffeinomane convinta !

A quel punto comincio a perdere la pazienza, e mi preparo psicologicamente ad affrontare il colloquio individuale. Nel colloquio individuale, esordisco dicendo che gradirei abbandonare subito la selezione, e mi viene chiesto il perchè.

Spiego che ho 30 e ne ho lavorati 8 in negozio come addetta vendite nel settore tessile casa, e tuttavia non ho mai acquistato una tovaglia né un tappeto !

Che secondo me, una brava venditrice, non deve per forza essere quella che diventa la principale cliente del marchio e che tutti i mesi, lascia giù alla sua azienda la metà del proprio stipendio perchè è diventata dipendente dal loro prodotto. E inoltre aggiungo, che io sono una semplice diplomata al Liceo socio psico pedagogico e che per mia sfortuna parlo solo l’inglese a livello scolastico, ma in ogni caso se fossi stata una laureata in lingue, con conoscenza del giapponese, dell’arabo o del russo, non avrei di certo proposto la mia candidatura per la posizione di addetta vendite, ma avrei aspirato a molto di più nella mia vita, e certamente sarei andata a sfruttare le mie capacità e competenze all’estero !

Detto questo, mi viene fatto presente, per assurdo, che il problema della scarsa conoscenza delle lingue, non è di fondamentale importanza, ma il fatto che io non sia un’appassionata di caffè, mi esclude automaticamente dall’iter di selezione.

Bene, direi che mi sono dilungata sufficientemente nel raccontarvi questa mia breve ma intensa, esperienza di ricerca del lavoro. Ora sta a voi trarne le conclusioni.

Vi lascio soltanto un suggerimento che mi è balenato per la testa, ripensando alla recente esperienza vissuta … ma se volessi andare a lavorare per la Ferrero, per esempio, dovrei mangiare tutto il giorno kinder delice e Nutella ? No perchè, se le condizioni poste sono queste, informate pure l’azienda che sono libera e disponibile sin da subito, e che accetterei pure uno stage con un misero rimborso spese !

Nella speranza di avervi strappato un sorriso, vi saluto e vi auguro una buona giornata !

Sabrina

ALTRI ARTICOLI DI SABRINA: https://ladisoccupazioneingegna.wordpress.com/2013/02/25/a-saperlo-prima-vestiarista-a-milano-ma-anche-no/

https://ladisoccupazioneingegna.wordpress.com/2013/03/16/giornata-a-impatto-zero-sul-portafoglio/

Annunci

21 thoughts on “DISOCCUPATI VITE IN PARALLELO: LA STORIA DI SABRINA. CRONACA DI UN COLLOQUIO DI LAVORO

  1. Mi chiedo se esistano addetti alle vendite per attrezzature per onoranze funebri e se si, bisogna avere una bara in casa x ottenere il lavoro? Mah, sarà x questi motivi che sono ancora a spasso! Comunque ti (e mi) auguro buona fortuna. Bel post

  2. Ti capisco benissimo perchè anche io sto cercando lavoro da qualche mese, ed è una cosa che mi si ripropone ogni tot di tempo. Vivo a napoli e quindi si può pensare che è perchè al sud è difficile, ma non è la prima testimonianza che sento che ormai è un problema anche al nord. Anche io sono stata commessa per tante aziende e…ho una laurea e tre specializzazioni ma purtroppo i lavori nel mio settore sono tutti sottopagati e aspirare al meglio sta diventando difficile. In ogni caso io ho lavorato per Zara, Disney store, Calzedonia e Furla e te le consiglio tutte, sono molto serie. Prova a portare il curriculum direttamente in cassa (e nei punti vendita aziendali diretti) e se hai bisogno di qualche informazione scrivimi pure! 🙂

  3. Quando cercavo lavoro me ne sono capitate di tutti i tipi, il peggio sono gli annunci farlocchi che ti fanno perdere tempo.
    Ti fanno credere che cercano una segretaria, poi vai a fare il colloquio e scopri che cercano una telefonista per vendere l’olio Carli e che ovviamente guadagni a provvigione su cosa vendi.
    Il peggio è stata un’assicurazione che fingeva di cercare un’impiegata. Quando andavi al colloquio cercavano di convincerti a farti la PI per andare a vendere polizze, quando capivano che non c’era niente da fare provavano a venderti una polizza -.-
    Eh certo perché uno disoccupato si fa l’assicurazione sulla vita…

  4. Pingback: Diritti e doveri? No, privilegi ed obblighi. « ilpicchioparlante

  5. Devo dire che costringere un lavoratore ad acquistare la macchina che vende per lasciarci uno stipendio è un pò un’estorsione.
    Ho lavorato con la Lavazza per 5 anni come promoter di macchinette e cose del genere non sono mai capitate. Salvo poi che l’agenzia mi licenziò di punto in bianco……

  6. Anche io ho avuto un’esperienza simile.. Messe da parte tutte le mie competenze linguistiche, di conoscenza di office e dei social network, l’unica cosa che contava era la mia conoscenza del Calcio… argomento e mondo a cui nn ho mai nemmeno pensato di avvicinarmi. Alla domanda: ‘sapresti riconoscere ballottelli?!’ Mi è sembrato di trovarmi dentro candid camera..come fanno a scegliere le persone in base ai loro interessi piuttosto che alle VERE competenze che uno cerca di costruirsi in anni e anni di studi e esperienze lavorative?!? Assurdo..

  7. Purtroppo oggi, in Italia, un lavoro “serio” lo si può trovare solo tramite agenzia interinale che, a mio avviso, sono comunque il male del secolo. Ho lavorato per 3 anni in un’azienda che faceva assistenza software per conto di una grande azienda di informatica che fattura TRILIONI, ma anche loro assumono solo tramite interinale, quindi figuriamoci di cosa possano fare le atre. Detto questo, sto cercando un lavoro da gennaio e, finora ne ho trovati fin troppi, tutti non abbastanza buoni per me, per lo scarso rapporto km/stipendio/ore lavorate, però sono convinta che in Italia il lavoro ci sia, l’unica nota negativa è che, attualmente, bisogna accontentarsi. Laureata in lettere con competenze informatiche di un ingegnere… Ma io credo in Renzi, almno fino a prova contraria!

  8. Sono praticamente venti anni che non bevo caffé per problemi di salute e il poco caffè che bevono i miei familiari lo compriamo alle botteghe del commercio equo e solidale… Ho capito che nessuno di casa mia potrà mai lavorare per Nespresso e George Clooney. Adesso siamo sicuri che non diventeremo mai complici di questa multinazionale che, col latte in polvere, pare abbia causato la morte di1,5 milioni di bambini per malnutrizione…

  9. Se la Ferrero volesse commesse che consumano Nutella a chili io che sono allergica alle nocciole,quindi,verrei esclusa automaticamente dalla selezione…
    Che tristezza comunque questo mondo del lavoro!

  10. Pingback: Cronaca di un colloquio di lavoro | La disoccupazione ingegna | Pensieri strani...eri

  11. Ragazzi posso dire una cosa che suonerà poco popolare? Dopo anni e anni di colloqui di lavoro e di lavori in grandi aziende, se c’è una cosa che ho capito è che bisogna sapersi vendere. Suona brutto, ma il mondo in cui viviamo ci impone di farlo, l’importante è imparare a farlo senza svilire la propria persona. E allora tornando all’esempio della Nespresso che ha così ben raccontato Sabrina: perché non dire che “si, sono un’appassionatissima del caffì?” o ammettere che “si, naturalmente ho una macchinetta Nespresso in casa!” …non è vero? Beh, chi se ne importa, nessuna delle selezionatrici verrà mai a casa vostra a controllare…ma il potere in chi cerca lavoro sta nell’informarsi prima di un colloquio. Ok, magari non ne capirai una H di caffè, ma se il lavoro in una boutique nespresso ti interessa come minimo dovrai leggere un po’ di informazioni sull’azienda e sul loro prodotto prima di presentarti di fronte alla selezionatrice…sbaglio? Purtroppo ormai il problema della ricerca di lavoro è così grande che bisogna affinare le proprie risorse e presentarsi al meglio. Queste aziende spendono milioni di euro in marketing e pubblicità, per crearsi una “reputazione” e una filosofia della marca: è ovvio che nessun selezionatore sceglierà mai una persona che si presenta come disinteressata al loro prodotto o alla loro marca. A volte è difficile fingersi interessati di fronte a un certo prodotto, ma di certo non ne usciremo vincenti presentandoci come “voglio fare semplicemente la commessa, non voglio diventare una caffeinomane”. Mi scuso la veemenza del messaggio, ma a volte mi sembra che ci sia ancora molta ingenuità nell’affrontare il mestiere della ricerca di lavoro (oh sì, cercare lavoro per me è impegnativo e lo definirei un vero mestiere!).
    Un saluto a tutti!

    • In parte è vero, occorre essere un minimo scaltri nell’affrontare al meglio un colloquio. Non sempre si affronta il colloquio nel modo giusto, con la concentrazione dovuta, ma dipende molto dal grado di interesse che uno ha per quella proposta lavorativa.
      Nello stesso tempo, in questo caso credo che ci siano elementi un po’atipici e buffi. Il fatto di essere clienti Nespresso indubbiamente evidenzia una conoscenza del prodotto, ma non può essere l’elemento determinante. Posso essere il miglior commerciale del mondo, ma non aver mai avuto a che fare con il tuo prodotto (e questo nel mondo industriale può sicuramente accadere).
      Per cui ritengo che la verità, come sempre, sta nel mezzo.

  12. Pingback: SACRIFICIO?? RIFIUTO L’OFFERTA E VADO AVANTI | La disoccupazione ingegna

  13. Pingback: Cronaca di un colloquio di lavoro | La disoccupazione ingegna | Pensieri strani…eri

  14. A dir poco assurdi! Comunque è assolutamente vero quel che dici anche al nord purtroppo é diventato difficile trovare lavoro! Invio tantissimi curriculum ogni giorno e non vengo neppure contattata per un colloquio. Colloqui qui al sud ne ho fatti tanti ma nulla da fare haime

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...