DISOCCUPATI VITE PARELLELO: LA STORIA DI [ANONIMA]

Oggi vi presento la storia di [ANONIMA] che mi ha scritto per la serie DISOCCUPATI VITE IN PARALELLO, come sempre quando leggo le vostre storie resto sconcertata….

disoccupati parallelo2

Ciao vale ti scrivo la mia storia x la serie vote parallele.
vivo nel ricco nord italia, sono laureata in Comunicazione nella società dell’informazione con il massimo dei voti. L’idea di chi ha creato questa laurea era buona: formare delle persone con ottime basi informatiche così da comprendere, saper vendere, esser in grado di fornir assistenza in breve tempo su qualsiasi sw.
infatti gli informatici puri sono bravissimi col pc ma in linea di massima a molti manca il savoir faire col cliente, la dialettica, la capacità di immedesimarsi etc

Noi grazie a un percorso di studi di 5 anni comprendente esami di marketing, psicologia del consumatore, promozione dell’immagine istituzionale etc siamo invece ben formati anche in questo.
risultato?
Laureata nel 2010, con esperienze di assistente alla direzione in ambito web presso i direttori di portali web MOLTO grandi (per capirci tipo la Rai), esperienze di assistente alla direzione all’estero in lingua inglese, sono ancora disoccupata.

Ho avuto 3 offerte di lavoro in 4 anni (e credetemi, visito periodicamente cpi, agenzie interinali, e porto cv direttamente alle aziende qualsiasi sia il loro settore).

La prima (impiegato informatico) era a 50km da casa con orario 9/12 e 15.30/19.30.Contratto d apprendistato (come informatico) ma senza alcun tutor da cui apprendere. Sul contratto il mio tutor doveva esser il titolare che non aveva neanche il diploma. cos’ho imparato in 6 mesi lì? Nulla. Quando è arrivata la stagione fredda ho domandato se per favore essendo 50km da casa mia potevo trascorrere la pausa pranzo in ufficio (leggendo un libro eh non pretendevo di usar il pc aziendale per i fatti miei). Infatti tutti i giorni il titolare chiudeva l”ufficio alle 12 e lo riapriva alle 15.30 senza che nessuno avesse mai osato chiedere di poter mangiar un insalata nel tupperware alla scrivania invece di spender 8€ al bar per una pasta-acqua-caffè.
risposta: l’ufficio fa orario d’ufficio.
quando ha iniziato a nevicare è diventato insostenibile passar 3h30 in giro (il bar dopo 1 oretta ti caccia)e ho dovuto lasciare poichè coi 900€ dello stipendio non sarei riuscita a affittare un appartamento (il minimo che trovai fu 400€ + bollette).

Secondo lavoro: orario lavorativo lun-sab dalle 8.30 alle 19.30 (pausa pranzo 1h) per un totale di 60 h lavorative circa a settimana.
Nella settimana di prova ho inviato alcune mail da parte del capo a Escort straniere (dato che parlo 4 lingue) e sono stata invitata ben 2 volte a andar in sala riunioni a leggermi un libro perchè nel mio ufficio (che era l’ufficio del capo) si tenevano riunioni top secret. Non ho fatto molto altro se non star da sola in ufficio aspettando le 19.30 quando con una telefonata il capo mi autorizzava a andar a casa (lui spesso non era in ufficio ma lo rassicurava sapere che io c’ero). Un giorno sono andata con l auto aziendale a prender i 3 terranova del capo al negozio di toelettatura. Dopo la settimana di prova mi han detto che eran super interessati;ho detto di esser interessata anche io ma che seppur ero concorde a rimanere fino a tardi o venir il sabato se c’eran picchi di lavoro, chiedevo gentilmente di effettuar le 40h settimanali se non c’era nulla da fare in ufficio. Il titolare però molto dispiaciuto mi spiegò che per sentirsi tranquillo doveva avermi sempre a disposizione nel suo ufficio in attesa di sue istruzioni.
Feci ancora 1 settimana ma vi assicuro che 10h al giorno a star in tailleur a guardar il proprio capo elemosinando compiti (oltre a prenotare escort per la serata) non lo auguro a nessuno.
stipendio? Mai saputo.  Non mi hanno mai fatto vedere un contratto o ventilato una cifra. Dopo 2 settimane ho mollato.

Terza avventura: un’azienda dove per 1000€ al mese chiedevano totale disponibilitá dalle 8.30 alle 20, inquadramento impiegato.
In un mese sono uscita un paio di volte alle 19 per il resto alle 19.30 (tot 10h/giorno).
Straordinari non segnati e non pagati, dopo un mese che ero li ho scoperto da un sottoposto che avevamo 1 mensa (nessuno me l’aveva detto), il venerdi prima di ferragosto ho scoperto da un cliente che la settimana d ferragosto la mia azienda era chiusa (e io in ferie), inoltre venivo sistematicamente svalutata poichè  non c’ era stata alcuna formazione,nessuno mi seguiva e quel mestiere non aveva nulla a che fare con la mia formazione, e quindi molte cose le sbagliavo. Ero comunque inquadrata come impiegata.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso fa quando dopo 1 mese mi chiamò il capo e mi disse: <tu grazie alle tue esperienze di lavoro precedenti specie nel consorzio delle aziende agroalimentari della zona….conosci molte aziende del settore vero?>
e io tranquillissima : <sì, circa 200 aziende che han usufruito dei miei servizi in 4 anni…durante le mie diverse collaborazioni cn il consorzio.>
e il capo: <bene inizia pure a chiamarle tutte offrendo i servizi della mia azienda che fa SCATOLE, fissa degli appuntamenti per il nostto commerciale …. anzi no aspetta fissa degli appuntamenti per te…poi vediamo se magari riusciamo a mandar qualcuno a aiutarti…tanto le conosci queste aziende no? Quindi sará una passeggiata.
.d’altronde qualunque azienda alimentare ha bisogno di scatole..>
Dopo neanche 2 mesi ho gettato la spugna.
Nel frattempo ovviamente accetto lavori temporanei (1 mese o 2) presso i vari eventi del Nord Italia (o il consorzio delle imprese alimentari della zona) come traduttrice, customer service, etc e le aziende per cui lavoro si trovano tutte bene con me. Questo mi rassicura sul fatto che il problema non sono io ma comunque sia vi garantisco che mantenere l’autostima, l’abbigliamento decoroso e la pancia piena con queste esperienze alle spalle è difficilissimo.
Un augurio a tutti….e fidatevi…il Nord non è il paradiso…
[Anonima]

Leggete le altre storie: https://ladisoccupazioneingegna.wordpress.com/?s=disoccupati+vite+in+parallelo&submit=Cerca e scrivetemi le vostre a valeriadevito@gmail.com

4 thoughts on “DISOCCUPATI VITE PARELLELO: LA STORIA DI [ANONIMA]

  1. La continua svalutazione delle risorse così competenti è un tarlo patologico italiano. Incredibile. Datori di lavoro incompetenti, imprenditori incapaci e menefreghismo generalizzato nei confronti del lavoro e del personale. Con un ambiente simile… è difficile davvero rimanere a galla, economicamente e psicologicamente.
    Spero davvero che la protagonista di questa “vita in parallelo” trovi una via degna, ovunque sia.

  2. 4 anni, 3 esperience, con una che sembra un messaggio subliminale a pratiche del tutto illegittime sul posto di lavoro (trombi = hai il lavoro). Per fortuna che non esiste ancora la possibilità di cedere le proprie vacanze a un altro lavoratore, regola che verrà introdotta nel Jobs Act, altrimenti mi sa che avresti parlato anche di come il tuo capo di minacciava di passargli le tue vacanze a pena del licenziamento se non lo facevi. Ebbene si, in Italia si può anche peggiorare rispetto come siamo oggi.

  3. Ho cliccato “mi piace”, ma per dire che mi (dis)piace: il solito campionario di “pseudo-imprenditori” all’italiana😦
    Non aggiungo altro, solo in bocca al lupo, [Anonima] del nord Italia!

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