DISOCCUPATI VITE IN PARALLELO: LA STORIA DI ELENA

Spero che Elena mi perdonerà se pubblico solo ora la sua storia, che giace nella mia casella mail da tempo immemore! Elena scusamiiiii. Vi copio e incollo la sua storia da disoccupata IN parallelo.

disoccupati parallelo2

Ciao Valeria,
così giusto per condividere un po’ le sfighe dei giovani italiani disoccupati ti allego la mia storia, buon divertimento! Perché se non la si prende a ridere la situazione diventa tragica🙂

E rieccoci qui belli giovani e disoccupati. Brillantemente laureata nei tempi giusti, 110 e lode e perennemente a spasso per lo stato solo contratti in nero qui e lì in ogni settore.
Il giorno della mia laurea alla proclamazione ho esordito con un “è pure il minimo che mi conferite la lode visto che da adesso sarò un disoccupato seriale”. Già lo sapevo ma nel mio ambito, come in ogni altro, o hai il calcio in culo o non entri da nessuna parte, scusate il francesismo eh!
Allora dopo i primi 2 mesi di ricerca nel proprio ambito uno allarga i propri orizzonti e cancella la sudata laurea da curriculum perchè gli universitari non piacciono a nessuno.
Per fare la badante non vai bene perchè sei italiana.
Per fare le pulizie non vai bene perchè non hai pluriennale esperienza (neanche vivessimo tutti in delle discariche a cielo aperto!)
Per lavorare nei call center non vai bene perchè abiti a più di 20 km dal centro.
Per fare il promoter non vai bene perchè hai più di 25 anni.
Per fare l’educatore che poi è uno dei mestieri che puoi fare con il tuo grasso pezzo di carta  con tanto di lode non vai bene perchè non sei amico di nessuno.
Quindi ti lanci su un inutile servizio civile insultandoli già dai colloqui e ti prendono.
Passi un anno a lavorare 50 ore la settimana per poco più di 400 euro al mese, pulendo vomito, merda, cessi e ogni tanto stando con i bambini, giusto quando avanza tempo. Finisce l’anno e ti mandano in giro a cercare chi prenderà il tuo posto ovviamente da volontario perchè sia mai detto che paghino.
Lavori ancora un paio di anni nel tuo settore tra un lavoro in nero e l’altro che oggi si chiamano contratti di prestazione occassionale poi dopo un’estate a 60 ore settimanali a 600 euro ti rompi le palle e decidi di abbandonare il tuo settore visto che d’inverno la paga scende a 200 euro al mese quando e se ti pagano.
Trovi un posto da segretaria ovviamente in nero prendi 400 euro per entrare in studio alle 8 e uscirne alle 21, ma ti va bene perchè conosci gente e speri di trovare un posto migliore. Dopo 2 mesi ti lasciano a casa perchè il governo li incentiva a prendere uno stagista del terzo mondo.
Sei di nuovo a piedi ma tiri fuori le palle come sempre e ti giri ogni singolo negozio nell’arco di 70 km da casa tua, in neanche un mese trovi un brillante stage in un negozio 50 ore a settimana per 400 euro che diventano poi 450 a natale per un tour de force che parte alle 9 del 25 di novembre e finisce alle 9 del 24 dicembre. Ma ti sta bene perchè fa curriculum!
Finisce il natale e ti trovi di nuovo a piedi con i tuoi cv carichi di esperienza lavorative più variegate e riparti con lo spam curriculare.
Poi ti viene in mente la Fornero e che i giovani sono choosy e ridi mentre ti viene da piangere.

Grazie ancora per tua storia, mentre a VOI, cari lettori se volete inviare le vostre storie di DISOCCUPATI: VITE IN PARALLELO oppure le vostre storie di DisoccupArte non esitate ad inviarmi una mail a: valeriadevito@gmail.com

7 thoughts on “DISOCCUPATI VITE IN PARALLELO: LA STORIA DI ELENA

  1. ne conosco e crescono sempre. sono una mamma e avrei preso a schiaffi Monti quando ha detto che “esiste un problema di generazione senza futuro”.

  2. andassero a pulire i cessi sti politici del cacchio!!!!! Ah per la cronaca. quando la mia agenzia di promoter cambiò, cedendo il pacchetto ad un’altra improbabile cooperativa mangiasoldi, avevo la bellezza di 23 anni, 24 da compiere a breve. mi dissero che per la promozione il cui marchio lo avevo promosso fin da quando avevo 18 anni, non andava bene perchè cercavano una più grande. morale? ne presero una più piccola di me.

  3. Pingback: NON CHIEDERLO A LORO…#CHIEDILOANOI | La disoccupazione ingegna

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...