DOMANI INVECE DELLA MIMOSA, REGALA UN LAVORO

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Regala la possibilità ad una donna di lavorare, senza chiedere se è fidanzata, sposata, se ha dei figli, se ha intenzione  di averne, se ti chiederà la maternità, o se ti chiederà giorni di permesso per andare al saggio dei figli, se vuole sposarsi e in che tempi.

In Italia il lavoro non è donna, la disoccupazione SI.

in Italia ad una donna che si presenta a fare un colloquio di lavoro la prima cosa che le chiedono non è il curriculum è la situazione sentimentale e familiare: presente e futura. Una donna che va in maternità è un buco in azienda che deve essere coperto con delle sostituzioni e quindi una donna in maternità E’ UN PROBLEMA…e io che pensavo che fosse una gioia.

Non posso vivere sognando i Paesi Scandinavi e la loro mentalità sul lavoro femmile. Non posso vivere in un paese dove una delle clausule di assunzione è la voglia o meno di fare figli. Non posso vivere in un Paese dove il capo mi dice che almeno per 5 anni non devo chiedere permessi per la maternità. Un paese matriarcale non può impedire alle donne di lavorare e avere figli…non DEVE CHIEDERE ALLA DONNA DI SCEGLIERE. Voglio essere libera di decidere se avere figli o meno, e il mio lavoro non deve vincolarmi nella scelta.

Auguri a tutte le mamme, mogli, figlie, amanti, compagne, amiche che in questi anni hanno combattuto per i nostri diritti, auguri a quelle donne che non smetteranno mai di dire la loro opinione e di lottare per un ideale.

Spargete la voce…magari qualche datore di lavoro domani si metterà una mano sul cuore.

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14 thoughts on “DOMANI INVECE DELLA MIMOSA, REGALA UN LAVORO

  1. Guarda sfondi una porta aperta… perché quando due anni e mezzo fa la mia precedente società mi ha mollata a casa millantando una presunta liquidazione societaria che poi nn è mai avvenuta ( chi è rimasto..è stato assunto guarda un po’ da un’altra società…lavora nello stesso ufficio , con lo stesso capo….ma la società è intestata a quest’ultimo invece che al padre….guarda un po’…), al colloquio finale con la mia attuale società mi è stato chiesto se avevo figli e se volevo averne…ed io ho detto quello che era che al momento non ne avevo e nn pensavo di farne…. sono stata sincera e ho un lavoro attualmente.
    Però mi chiedo…ma a te datore di lavoro che cavolo te ne frega…che la maternità è pagata cmq dall’INPS almeno per i mesi obbligatori? Di che ti lamenti? Che vuoi? Sei tu che decidi di prendere una sostituzione se per risparmiare costruisci team striminziti di gente che si deve impiccare per lavorare e rispettare le scadenze, sei TU datore di lavoro che pecchi, e che pecchi di brutto…ma cosa vuoi da me? Io caro datore di lavoro sono pagata per lavorare e lavoro, ma non ti sposo e non è con te che costruisco la mia vita… i miei desideri che faccio un figlio se lo voglio fare…
    Poi si apre anche il capitolo opposto… ovvero di quelle persone, e io ne ho avute tante, che decidono di stare in maternità oltre un anno anno attaccando permessi/ferie, accumulati, poi rientrano e dopo l’allattamento vogliono la riduzione di orario e allora li si…che diventa un problema allora li posso anche capire il risentimento di una società che cmq rimane a piedi….e chi resta che si trova cmq a “spalare” kili e kili di roba non sua ( perché non sempre arriva una sostituta) e allora ti dici che forse…è anche un po’ per quello..che le società partono prevenute. Ciò non toglie che certe domande al colloquio non vanno fatte comunque e in ogni caso MAI…xo ci vorrebbe anche un po’ di correttezza verso chi un figlio lo fa…e pensa sia giusto stare a casa continuativamente anche un anno e mezzo… ecco questo forse non è proprio the best.

  2. complimenti! ho 2 figli e potrei aprire un dibattito sul razzismo del lavoro femminile….ti dico solo che…..dopo mille ingiustizie…hanno vinto loro…..le mamme non vengono aiutate e sei costretta a mollare….io faccio la casalinga da qualche anno e in mezzo a tante disgrazie mi ritengo anche fortunata…..ma…….vabbè speriamo che domani qualcuno ci offra un lavoro!!!! grazie per il tuo post
    Simi

  3. Hai perfettamente ragione sull’argomento! A me non lo hanno chiesto, proprio non è neanche uscito il discorso “fidanzato”…ma non è detto che non esca più avanti, considerato che per ora sono ancora stagista.
    Tuttavia, io capisco che tra prendere un uomo o una donna, un imprenditore (soprattutto di una piccola ditta) preferisca un uomo perché ha meno probabilità di stare a casa…non è che gli imprenditori sono tutti brutti e cattivi, purtroppo il lavoro non c’è, le aziende chiudono come le mosche e uno ci pensa bene prima di assumere…
    La mentalità scandinava, con assegni di maternità e asili aziendali, da noi è solo un miraggio!! Sono troppo impegnati a incollarsi alla cadrega i nostri politici!

  4. Premetto che avete ragione anche se molte donne abusano del loro diritto a usufruire della maternità. Voi donne però, male che vada, potete trovare un marito che vi mantenga e non vi faccia mancare niente, noi uomini invece senza un lavoro non siamo niente, è come se non esistessimo.
    Ciao.

  5. …e abbiamo anche il coraggio di definirci una repubblica fondata sul lavoro…lavoro di chi?…ho sgobbato anni per una posizione che una volta sposatami è stata affidata ad un maschietto che prima coordinavo io…gulp…sob…azz!! E’ stata questa brutta delusione a far nascere il mio blogghino e a darmi il coraggio di occuparmi dei miei sogni. In bocca al lupo…

  6. dal momento che non voglio figli ammetto che non mi sono mai interessata all’argomento, sbagliando. A me non piacciono i bambini, ma alla maggior parte delle donne sí ed é un sacrosanto diritto scegliere cosa farne del proprio utero (e pensa un po’: vivo in Spagna, adesso con quel fascista di Rajoy). Credo, come tutti, che ogni donna sia libera di essere madre e lavoratrice, oppure no. Io stessa sono cresciuta con una mamma in carriera, il cui lavoro le ha dato e le sta dando tutt’ora grandi soddisfazioni. Quello che non capisco é: dove sta il problema?
    Se una donna che lavora per un’azienda, soprattutto se ha un contratto indeterminato, va in maternitá, qual é il guaio?
    Lo stato paga le mensilitá che la donna non é fisicamente al lavoro, quindi il capo non ci rimette… o forse mi sbaglio?

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