DISOCCUPATO 24H SU 24H

TELECOM

Tutta questa riflessione nasce da un dialogo con l’istruttore della mia palestra. Ero lì tutta pronta ad addentrarmi nel mondo del Gag, superaccessoriata: asciugamano, acqua, tappetino, step, pesetti e CELLULARE…vedendo il mio superaccessoriamento, l’istruttore si avvicina e mi dice:

– hai il cellulare con te perchè sei reperibile?
– no, perchè sono disoccupata e non si sa mai quando LA CHIAMATA può arrivare.

Già, perchè chi lavora, lavora le sue belle orette tranquillo e cosciente di essere invidiato dal 40% della popolazione italiana, poi torna a casa e può spegnere il cellulare. (non tutti lo fanno, ho visto assistenti sociali e giornalisti che hanno il cellulare tatuato), un disoccupato no. Non può spegnere il cellulare neanche al cinema, perchè quando arriva LA CHIAMATA devi rispondere, perchè se non rispondi tu, risponderà qualcun altro, e un disoccupato non se lo può permettere.

Quindi eccoci qui, attaccati al cellulare, attenti a non mettere mai il “silenzioso”, ogni vibrazione potrebbe essere quella giusta.
Un insegnante precario la mattina non ti risponderà mai al telefono perchè aspetta la chiamata delle scuole, se mentre stai parlando con la tua migliore amica e le stai dicendo il pettegolezzo più succulento del mondo o sei in una valle di lacrime se lei riceverà un avviso di chiamata con un numero anonimo o che non consoce statti pur certa che ti chiuderà il telefono in faccia…perchè il disoccupato deve essere sempre REPERIBILE dai possibili datori di lavoro.

Con la disoccupazione al 40% e il tasso di suicidio per disoccupazione che sfiora i massimi dei massimi, forse Telecom anni e anni fa aveva ragione UNA TELEFONATA ALLUNGA LA VITA.

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6 thoughts on “DISOCCUPATO 24H SU 24H

  1. Come ti capisco.

    Io un paio di volte ho risposto dal bagno – e non mi vergogno a dirlo! – perché, giustamente, legge di murphy vuole che ti chiamino proprio quando vuoi goderti un momento intimo e di relax!

  2. ad un esame. ero interrogata. il telefono squillava e rimbombava in aula. porca trota. la mia collega lo spense, daltronde non avevo motivo di rispondere. ho dato una brutta impressione al datore di lavoro!

  3. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 05.11.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  4. Non è vero. Se lavori sotto falsa partita iva per qualche studio professionale
    1) lavori oltre 10 ore al giorno, mangi e basta. Non fai praticamente ferie, e spesso fai turni pure di sabato e di notte se devi chiudere un progetto.
    2) tieni sempre il cellulare acceso per rispondere in qualsiasi momenti per non perdere telefonate di clienti / altri dipendenti dello studio professionale sotto falsa partita iva.
    A 50 anni circa fai un’infarto, cali di produttività e ti lasciano a casa. Se hai accumulato denaro sufficiente ti apri il tuo studio professionale, altrimenti cazzi tuoi, perchè a 50 anni chi ti assume/coinvolge in un lavoro anche se hai esperienza?!.

  5. Se è il mio “quasi ex” datore… certo che si risponde! 🙂 Io l’ultima settimana di stage, quando ho saputo che non avrei avuto il contratto, lasciavo il cellulare accesso e rigorosamente senza silenzioso in bella vista sul bancone, oppure quando mi allontanavo me lo infilavo nella tasca del camice: ci sarebbe mancato pure che qualcuno avesse la faccia tosta di riprendermi!

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