NON DIRE CONTRATTO SE NON Cè L HAI NEL SACCO

piange la posta :-(

piange la posta 😦

La Nutella vicino al pc, un cucchiaino sporco lì vicino, la luce del pc illumina la mia faccia..se entrasse qualcuno nella stanza leggerebbe sul mio volto un misto tra sgomento e “stai scherzando??” perchè questa faccia enigmatica?…facciamo un passo indietro:

Un mese fa, rispondo ad un annuncio, cercavano segretaria con ottime doti comunicative senza troppa importanza rispondo: sono la persona che state cercando contattatemi. Mi chimamano per un colloquio.
Durante un ora di colloquio parlo del blog (per evidenziare le mie doti comunicative), il colloquio VA BENE esco da li saltando e urlando, mi avrebbero fatto un proposta entro due settimane…offro da bere felice e contenta. I giorni passano la mia mail piange. Non mi perdo d’animo invio una mail per avere notizie…
Ragazzi, colleghi, amici la risposta lascia sgomenti:
Avrei voluto citare per intero il testo della mail e la mia rispettiva risposta ma poi confrontandomi con le amiche ho pensato che non sarebbe stato oppurtuno (non è detto che non lo faccia), vi cito però l’ultima parte:

Rimango dunque molto più propenso a pensare ad un progetto meramente commerciale (progetto commerciale integrato tra comunicazione blog web mkt e vending), anche se poi, cos ne sarebbe del Suo blog se lei non è più disoccupata? Sarebbe come un pescivendolo che non mangia pesce, o un casaro allergico al latte, o un cantante stonato.
Questa è stata parte della mia risposta:

Qualora dovessi trovare un lavoro, il blog non cambierebbe nome nè forma si evolverebbe con me, in fondo il fine ultimo dell'”ingegno del disoccupato” è trovare un lavoro, quindi continuerò a scrivere ma probabilmente con più soddisfazione perchè la disoccupazione ingegna non sono solo io ma anche le persone che mi seguono e che contribuiscono ad arricchire il blog.

La risposta reale sarebbe stata le seguente:
Cioè, tu non mi assumi perchè ho un blog che si chiama ladisoccupazioneingegna?
1) inventa un’altra scusa 2) visto che io ho un blog che si chiama “ladisoccupazioneingegna” e da cui non guadagno nulla, devo restare disoccupata 3) se mi paghi per restare disoccupata va benissimo, 4) di cantanti stonati che hanno venduto milioni di copie ne conosco a bizzeffe.

E vabbè…si continua a cercare (non che avessi mai smesso), ma la prossima volta per enunciare al meglio le mie doti comunicative perlerò di più!!!

 

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17 thoughts on “NON DIRE CONTRATTO SE NON Cè L HAI NEL SACCO

  1. Vale, un paio di anni fà, feci un colloquio come impiegata in un’azienda chimico-farmaceutica vicino casa mia e non mi presero a lavorare soltanto perchè raccontai che mio padre lavorava per la concorrenza (quindi in un’altra azienda chimico-farmaceutica). Mia zia mi disse che avevano paura di rischiare una fuga di notizie da parte mia. Ci tengo a specificare che mio padre non parla mai del suo lavoro con me e che io non conosco nemmeno un collega di mio padre. Ho imparato che meno si racconta nei colloqui, e meglio è … perchè talvolta uno pensa di vendersi bene e invece si vende molto male. In bocca al lupo! 😉

  2. Quindi se non è proprio un QI<80, cosa piuttosto normale visto che l'Italia è l'esatto contrario della meritocrazia (vedi anche fuga di cervelli), ha considerato quanto gli hai detto copiosamente del tuo blog come o un'attività perdita di tempo (cosa che potrebbe fare una segretaria messa davanti al pc dell'ufficio connesso ad internet), o poco profittevole la tua attività nel blog dopo averlo spulciato (se vai a guardarti le statistiche di connessione magari lo trovi come IP a spulciare il tuo blog), oppure problematica perchè preferisce una tette e culo che sbava a vedere il grande fratello che una che si ingegna per la disoccupazione in italia e magari potrebbe saperne qualcosa del bellissimo contratto da superpagato che avrà proposto a qualcun altro.

    Poi per il resto il blog può migliorare con le idee giuste e magari vendere + magliette. Ma ci vuole una persona che abbia esperienza su questo campo.
    ^_^

  3. Cara amica,
    mi rattrista leggerti cosi giu’ di morale, ma rattrsta ancor di più’ il mio animo a sentire che non c’è limite allo “sfruttamento dei sogni”. Ci sono molti modi per chiudere un rapporto, figuramoci per uno che non è mai iniziato. La bassezza della risposta attesta quella della persona che c’è dietro.

    Mi rammarico di non essere molto presente in questo blog, ma ogni volta che lo leggo vedo una Voce che, nonostante le continue castrazioni vocali, continua ad urlare e infondere speranza a chi non la ha.
    Sei un esempio per molti e rappresenti lo stato d’animo di molte persone che come te combattono quotidianamente per un lavoro che non arriva.
    Non fermarti, non ancora!
    Un forte abbraccio
    Luca

  4. mamma mia questo …delinquente imbecille (e mi limito a questo)… e quanti ce ne sono così (se non peggio)!
    pensiero positivo: pensa se poi ti toccava anche lavorarci con un deficiente del genere?? (ps. mi dici chi è così non mando nemmeno io il cv..sai, sono squalificata a priori…)

    • Lo so che la risposta del tipo fa acqua da tutte le parti, ma, ci sono tanti ma di cui tenere conto.
      È ormai usuale andare on line a cercare maggiori info sui candidati.
      Più accendi il dibattito più vieni letta come una rompiballe. Le aziende, i datori di lavoro detestano i rompiballe, la contraddizione in se stessa.
      Te lo assicuro.
      Per te (per me e per tanti altri)si chiama ironia, propositivita, libertà di espressione. Per loro solo di una rottura di palle. Possibile seccatura, sassolino nelle scarpe.
      Alle aziende piacciono i pecoroni. Poca iniziativa, testa bassa e camminare.
      Lo spirito di iniziativa va sempre comunicato con calma e a piccole dosi.
      Consolati. Hai una buona testa, una penna felice e tanta ironia. Non è poco.
      Troverai e non sarai una pecorona.
      Incrociamo le dita e aspettiamo i tuoi post 🙂

  5. Se io fossi un datore di lavoro e leggessi il tuo blog neanch’io ti assumerei, non perché non voglia distoglierti dalla tua attività di Blogger ma perché dai l’impressione di essere una gran “piantagrane” , una di quelle che dice continuamente “io ho diritto a questo, io ho diritto a quello”.
    Accetta il mio consiglio, al prossimo colloquio non parlare del blog.
    Un abbraccio affettuoso.

  6. Magari puoi ri-scrivergli che le loro parole ti hanno fatto riflettere e nel frattempo hai aperto un altro blog dal titolo “illavoroèilmiomestiere” oppure “nonvedol’oradiessereassunta” o
    “inculoasoreta”, qualcosa del genere… magari cambiano idea.

    In ogni caso, ironia a parte, tanta, tanta solidarietà :*

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