Il minuto più produttivo del disoccupato. Ovvero romanzo di un sfaccendato pronto a tutto (senza esagerare).

buon_per_loro

Qualche giorno fa ero intenta a leggere le news di Facebook, quand’ecco un articolo del Corriere.it, condiviso sul Social Network, ha attirato la mia attenzione e recava il titolo “Il minuto più improduttivo del giorno? Le 14.55”.

A cosa si riferiva? Di cosa trattava? Ma certo! Si trattava del misterioso mondo del lavoratore…

Dopo una breve lettura dell’articolo, ho pensato che qualsiasi cosa si dica a discapito del “povero” impiegato, costretto a lavorare anche nelle prime ore pomeridiane e a guardare fisso e con riluttanza il suo pc in cerca di input che lo facciano svegliare, non possiamo far altro che biasimarlo: in fondo, proprio nelle ore  in questione (intorno alle 14.55) il disoccupato sonnecchia tranquillo (beato lui) o guarda Beautiful, Centrovetrine o anche uno dei programmi made in Maria de Filippi.

Al contrario del lavoratore, il fortunatissimo, in quanto tale, comincia la sua giornata di ricerca lavoro intorno alle 8,30-9,00 (o anche più tardi, a seconda della forza di volontà) e con calma, davanti ad una tazza di latte e caffè o di the, mette a fuoco qualche obiettivo, che diventeranno le paroline magiche per Google, Infojob, Subito.it,  Kijiji, Jobrapido, fino a Monster, perché per acchiappare il lavoro a quell’ora, bisogna essere dei veri mostri!

E dopo qualche barretta di cioccolata, qualche biscotto di troppo inzuppato nel the verde o ai frutti rossi, ecco che spunta qualcosa. Una speranza.

Il cervello verso le 10 (dopo circa un’ora di combattimento con la voglia di tornare a tuffarsi nelle coperte) riprende forma, torna a funzionare quasi perfettamente. Quello dell’impiegato è, al contrario, nel pieno delle sue facoltà mentali.

E mentre il dipendente passa tutta la mattinata a lavorare in modo costante, rischiando di fondersi il cervello, l’ “indipendente”, il vagabondo, ossia il disoccupato modello ha appena fatto mente locale che potrebbe andare in America, partire per Londra cominciando come lavapiatti, scappare in Australia come fanno tanti. Si sta aprendo a nuovi mondi, insomma.

L’ora X è arrivata! Lo sfaccendato, a mezzogiorno preciso, ha un’idea geniale (aprirsi un locale, avere accesso ai fondi europei, attraversare l’Oceano per vincere il Guinness e diventare ricco sfondato, fare la badante per l’estate, sposare uno ricco e fare la mantenuta).

È mezzogiorno e il disoccupato è nel pieno delle sue attività; il “povero” lavoratore, invece, sta esaurendo tutte le sue energie.

Allo stato attuale, si può credere che il lavoratore abbia assunto più caffè del disoccupato, ma così non è: si sa, la disoccupazione porta a stati febbrili di mancanza di cibo/bevande e per passare il tempo si ingurgita di tutto.

Dopo un pranzo coi genitori (lo sfaccendato vive, ahimè, ancora con loro), riprende, più per noia, le sue fantomatiche ricerche.

E se per caso, il nullafacente trova qualcosa al caso suo e ottiene miracolosamente anche una risposta, ostenta una certa pacatezza nel prendere una decisione…In fondo, dopo aver aspettato così tanto, ci si può pensare con relativa calma, no?!

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