LA DISOCCUPAZIONE UCCIDE…

 

tristeQuando la disoccupazione diventa disperazione, succede che un “bravo ragazzo, un gran lavoratore” ( Cit. Gionalettismo.com) calabrese impugni una pistola e vada a sparare lì, dove gli altri decidono, vada a colpire il potere, peccato che nell’intento di “colpire il potere” colpisca due carabinieri.
Voleva farla finita, ma in grande stile. Un disoccupato come tanti colpiti dalla crisi, un muratore che non costruisce più, e mentre gli altri incravattati ci illudono che “La crisi passerà”, la crisi non passa e la gente muore. L’ingegno oggi si ferma davanti all’ennesima follia che crea la disoccupazione, perchè è vero che quello che non uccide ti fortifica…ma se non ti fortifica TI UCCIDE.  Circa 20 i suicidi di disoccupati nel 2013, ( e siamo ancora ad aprile ), e non c’è bisogno di Durkheim per dire che la causa è la disperazione della disoccupazione.  Chi conosceva Luigi Preiti,ha dichiarato il proprio stupore, “non credevamo fosse capace di ciò”. Cosa trasforma un muratore per bene in un assassino e suicida? cosa spinge un operaio tessile di Trapani, un disoccupato di Napoli, o un imprenditore di Modena a togliersi la vita? Oggi disoccupazione è sinonimo di disperazione. Nella speranza che tutto questo un giorno passerà, oggi sulla disoccupazione ingegna cala un silenzio fatto di tante parole e tanta rabbia.

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9 thoughts on “LA DISOCCUPAZIONE UCCIDE…

  1. condivido tutto ciò che hai scritto sulla situazione drammatica del lavoro, ma mi chiedo: in questo specifico caso (non nei numerosi altri suicidi causati dalla crisi) non è molto molto probabile che qualcuno abbia pagato Preiti per impazzire proprio oggi 28.04.2013? Certi schemi funzionano sempre, ahimè, alle spese della brava gente 😦

  2. anch’io non ho parole, hai detto tutto tu! mi dispiace da morire per i carabinieri ma ci sono stati dei “mandanti” in tutta questa storia, che sono molto piu’ colpevoli di chi oggi ha premuto il grilletto…peccato che loro, come sempre, non pagheranno!!!

  3. sono belle parole. stamattina stavo guardando la tele nel lettone quando ho visto il servizio speciale sulla sparatoria. Luigi era sdraiato a terra immobilizzato, gli occhi chiusi e i denti serrati in una smorfia di dolore. non ho parole…

  4. Pingback: Nostalgia che (per una volta) non mi appartiene | malditestadellimmigrata

  5. Oggi qualcuno commentava al tg che è vero che era un cinquantenne disoccupato, “ma comunque non moriva di fame, perchè era tornato a vivere con i genitori”…quindi non è svilente per un uomo adulto e con figli chiedere ospitalità ai genitori. Ovviamente non giustifico quello che è successo, ma bisogna sempre guardare cosa c’è dietro ad ogni gesto

  6. Condivido!! Studi per anni, ti laurei e pensi che stai dando una svolta alla tua vita ed invece ti ritrovi lì a cercare di capire cosa fare affinchè qualcuno scopra il tuo valore. Che tristezza per tutti i giovani di oggi che non riescono a trovare la propria strada.

    Ciao Bea

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