NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

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1925, esattamente 88 anni fa succedeva ciò:

Ieri a distanza di 88 anni, Giorgio viene rieletto Presidente della Repubblica italiana. 88 anni: 30 anni in più del presidente della Francia, e 15 anni in più di quello tedesco. Ma gli 88enni di oggi che fanno? si godono i nipotini, giocano a scopa, vanno ai giardinetti a parlare con i coetanei, credo che solo pochi prendono 50mila€ al mese per vivere in un palazzo al centro di Roma. Capisco che il povero Giorgino ha dovuto farlo, non aveva altra scelta, che lui lo ha fatto per il bene del paese…ma possibile che fosse l’unica soluzione?

Ogni Italiano, residente in Italia, con un età maggiore di 55 anni e senza condanne penali può diventare presidente della Repubblica, in italia siamo poco più 60 milioni, il 40% (se non di più) superano i 55 anni e l’unica soluzione è Napolitano? Capisco che chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova…ma questa strada mi sembra un pò troppo usurata!

La cosa che più mi spaventa è il quadro italiano: per avere un lavoro retribuito bisogna aspettare oltre i 30 se mai si riuscirà a trovarlo, per andare in pensione oltre i 65 e per essere Presidenti della Repubblica bisogna sfiorare i 90.
Domani faccio le valigie e parto ci vediamo quando avrò 50 anni!!!!

 

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11 thoughts on “NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

  1. non è questione di un paese per giovani, o per vecchi, ma di un paese per intelligenti. Cosa ostava ai gruppi dirigenti di un noto partito che si definisce di centrosinistra, trovare fra i propri rappresentanti un nome che potesse essere condiviso prima di tutto da loro stessi, poi anche da qualcun altro che avesse un po’ di sale in zucca ? Se torni quando avrai 50 anni e questo sarà ancora un paese con una classe politica di lobotomizzati, allora tutto è inutile. Ciao e resta, magari con un po’ di saggezza rinsaviscono anche altri che l’hanno persa (dubito).

  2. No, non hai capito. E’ tutta pubblicità occulta sulla nuova riforma delle pensioni che estenderà l’età pensionabile a 45 anni, poichè dato che i giovani non fanno figli (ci sono sempre meno lavoratori rispetto ai pensionati), dato che i giovani non lavorano e non versano contributi, e dato che la “finanza creativa” di Tremonti (finanziaria 2001) ha permesso agli enti previdenziali di investire in subprime salvando le banche con i nostri contributi e svutando le casse per pagare le pensioni, si sarà inesorabilmente costretti ad applicare le soluzioni prospettate dai riformisti libristi (PD, Lega, PDL, Radicali, UDC e Gianninocosi), ovvero aumentare l’età pensionabile, precarizzare il lavoro ed annientare i servizi dello Stato.

  3. Per allinearsii al Presidente (con pannolone, presumo) sposteranno di nuovo l’eta pensionabile.
    Se può farcela lui, perché noi no?
    Prossima tappa, quindi, gli ottanta.
    Testa bassa e lavorare.
    In fondo, lavorare oggi, è per pochi eletti.
    No?

  4. Boh… io vedo la stessa minestra politica da anni.
    Poi mi dicono che quelli eletti al parlamento son lì da ancor prima (20 anni nei casi più lievi)

    E questo sistema ci ha portati alla rovina.

    Vogliamo continuare?

    E sia!

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