NON SONO IO CHE HO BISOGNO DI VOI, VOI AVETE BISOGNO DI ME

catch_me_if_you_can_poster

Pomeriggio passato a mandare CV, li ho mandati a chiunque avesse una sezione “lavora con noi”, e dopo aver scritto almeno 10 lettere di presentazione in cui elogiavo la loro azienda e in contemporanea elogiavo le mie infinite capacità ho pensato: che non sono io che devo lavorare con voi, MA VOI DOVETE LAVORARE CON ME. Perchè, se io fino ad ora non ho trovato lavoro, non è perchè sono impedita ma semplicemente perchè il mercato è saturo. Io valgo, (e non perchè uso pantene) ma perchè per essere quella che sono mi sono fatta un m….. così, quindi non mi devo umiliare per lavorare con voi, ma siete voi che state cercando me solo che ancora non lo sapete!!!
Quindi nella mia ultima lettera di presentazione (inviata a LAFELTRINELLI)  ho scritto: io sono quello che voi state cercando e che fino ad ora non avete trovato. Si aprono diverse opzioni:

  1. Non mi chiamamano perchè pensano che io sia esaltata (CI SONO ABITUATA ALLE NON CHIAMATE)
  2. Non mi chiamano perchè il mio curriculum non gli interessa (VEDERE COMMENTO PUNTO 1)
  3. Mi chiamano per consigliarmi uno psicologo (CI SONO GIà ANDATA, SAI CHE NOVITA’ )
  4. Mi chiamano e mi offrono un lavoro (yheeeeeaaaaa!!!!!!!)

Comunque vada, e se mai leggeranno la mia megalomane lettera di presentazione, per la prima volta ho scritto quello che realtmente volevo scrivere in una lettera di presentazione, e confidando che “La sincerità alla fine PAGA”
Vi porgo i miei
DISTRATTI SALUTI

Annunci

17 thoughts on “NON SONO IO CHE HO BISOGNO DI VOI, VOI AVETE BISOGNO DI ME

  1. Carissima permettimi di darti un suggerimento da libero professionista, il quale non manda curriculum, ma manda ogni genere di pubblicità, mail accattivante, curiosa, invitante e chi più ne ha più ne metta; le strategie sono tutte buone per chi le mette in pratica, ma non è detto che sia l’unica cosa che smuove la situazione, anzi, qualche volta non la smuove proprio perchè non c’è verso di smuoverla. L’ultima volta che ho fatto un giro di telefonate alle aziende, dicevo che ero in giro per vedere altri clienti e, se mi avessero dedicato 5 minuti, sarei andato anche da loro a portargli qualchhe campione. Mi hanno risposto che di solito se sono interessati chiamano loro….ma interessati a cosa, che glielo devo ancora portare il campione ? Bisogna anche capire dove vanno a finire le nostre cose, a chi e se vengono comprese, oppure no. Nel mio caso non sono state comprese dalla solerte signorina che ha risposto al telefono e svolge la sua mansione di segretaria. Così io in quell’azienda non sono entrato e non gli ho lasciato il campione…Per cui carissima non ti fossilizzare sulle strategie: manda a chi vuoi, come vuoi, sentiti libera e se vuoi inventare inventa, ma usa l’ingegno per altro, non per le lettere di presentazione, oppure non dedicargli più di tanto tempo alla loro creazione e vivrai forse con un po’ meno angoscia, poca, ma ne avrai meno.
    Ciao, buona vita
    Francesco

  2. Spettacolo!!!! Lo penso da mo’ ma non ho mai avuto il coraggio di farlo (già altri prima di me perciò non è più una novità -sic!). Ma di affrontare i colloqui in maniera più “scanzonata” (che fa rima con “scogli..” Ehm) quello si! Prenderci tutti troppo sul serio per un colloquio finto tanto nessuno assume, xche? Magari l’atteggiamento più rilassato vince.
    E sempre, sempre, sempre far trasparire l’onesta di quel che siamo… Tanto anche se ci assumono perché abbiamo finto bene alla fine se ne accorgono e a licenziarci non ci mettono niente (grazie Fornero di M…!)

    • poi però nelle loro librerie a volte ci sono dei totali analfabeti….”vorrei un libro di fruttero&lucentini” “fruttero che nome strano?? poi con lucentini di cognome..” GRRRRRR

      • una cosa che non sono mai riuscita a spiegarmi…con tante persone (me compresa) che vorrebbero lavorare da loro e possiedono quel minimo di conoscenze necessarie per distinguere un romanzo da un saggio, la maggior parte delle persone che mi servono sembrano essere state catapultate lì dentro per sbaglio…allora che me lo fai mandare a fare il cv e annessa lettera di presentazione?non potremmo semplicemente fare una corsa con i sacchi e i primi 10 che arrivano saranno i neoassunti?

  3. Quello che ho imparato io, in anni di invio cv, è che le sezioni ‘lavora con noi’ in realtà dovrebbero chiamarsi: manda il cv direttamente nel cestino della nostra posta…cerca indirizzi di persone vere e mandalo direttamente, magari non succede niente…ma si sa mai 😉

  4. Ciao a tutti,
    innanzitutto mi ha fatto molto piacere leggere questo post. Vi incollo di seguito una e-mail che ho inviato ad un’agenzia per il lavoro qualche settimana fa in seguito ad una telefonata molto spiacevole con una recruiter:

    “Spettabile Obiettivo Lavoro,

    Vi scrivo in seguito all’avvenimento molto spiacevole che si è verificato stamattina con una vostra recruiter.
    In seguito ad un colloquio iniziale sostenuto ieri presso la sede dell’agenzia in via Verdi di Napoli con la Dottoressa XXX,
    sono stata ricontattata stamattina, dalla stessa Dottoressa, per sostenere un colloquio direttamente presso l’azienda nel pomeriggio alle ore 16,30.
    A causa di difficoltà odierne nel potermi spostare e data l’impossibilità di raggiungere il luogo stabilito con mezzi di trasporto,
    ho chiesto gentilmente alla Dottoressa se era possibile spostare l’appuntamento.
    Mi sono ritrovata dall’altra parte del telefono una persona che mi ha detto che le selezioni non erano personali e
    che avevano fatto altri colloqui per quella posizione, mostrandosi irremovibile dalla sua posizione.
    Data l’impossibilità di spostare appuntamento e le mie difficoltà oggettive nel presentarmi presso la sede dell’azienda,
    ho comunicato che a quel punto che io avrei dovuto rinunciare al colloquio.
    La gentile dottoressa ha iniziato ad esprimersi in maniera poco rispettosa nei miei confronti,
    esprimendosi con meraviglia e in maniera insinuatoria sulla mia rinuncia (obbligata, data l’inflessibilità della Dottoressa),
    dicendomi che avrei potuto chiedere ad amici e parenti di farmi accompagnare e che non avrebbe dovuto darmi lei quei consigli (sempre con tono insinuatorio),
    a quel punto ho chiesto di evitare di fare certi commenti e di comportarsi adeguatamente con una persona non certo cretina
    e che ovviamente sapeva quello che stava dicendo e ho salutato.

    Adesso io vi chiedo, è normale ciò che mi è capitato?
    Il rispetto!! Ci vuole rispetto verso coloro che hanno delle difficoltà e verso coloro che al momento si trovano in uno stato di disoccupazione.
    Non è normale sentirsi commenti insinuatori e poco rispettosi da parte di recruiters solo per aver manifestato l’impossibilità di potersi recare presso un’azienda nell’orario e nel giorno proposto.
    Noi non siamo degli automi, siamo delle persone e come tali degne di rispetto, qualsiasi sia il nostro stato, la nostra età e la nostra provenienza sociale.
    Non ci si può permettere di trattare così una persona solo perché questa fame di lavoro ci rende deboli.
    Io sono una disoccupata, una persona alle costante ricerca di lavoro, che cerca ogni giorno di inventarsi qualcosa per sentirsi viva e di inventarsi
    qualcosa che possa essere utile per questa società e non ci sto ad essere trattata in questo modo. Sono una disoccupata ma ho una dignità,
    ho un cervello e un cuore e vorrei essere rispettata come persona.
    Non so a quanto possa servire questo reclamo, forse a nulla,
    ma vorrei ricordarvi che nel vostro lavoro voi siete sempre degli intermediari e come tali iniziate anche ad avere più rispetto per chi il lavoro lo cerca.

    Grazie.
    Cordiali saluti.”

    Da allora mi sono decisa a non SVENDERMI, sì perché ritengo che noi ci stiamo svendendo, come avviene in qualsiasi mercato in cui l’offerta supera la domanda (per domanda s’intende la quantità richiesta dal mercato e dai consumatori di un certo bene o servizio, nel nostro caso il lavoro), xkè come dice Gioacchina, il mercato del lavoro.
    Impariamo a farci rispettare.
    Avete mai pensato che se nessuno, ma proprio nessuno, accettasse più determinate condizioni di lavoro, forse ci potrebbero essere dei miglioramenti a favore di qui un lavoro ce l’ha e di chi lo sta cercando?
    Se il mercato è saturo forse è arrivato il momento di fare degli investimenti (non necessariamente economici), mettiamoci insieme, condividiamo i nostri valori, le nostre idee e le nostre competenze, e collaboriamo, solo così, a mio avviso, riusciremo a trovare una soluzione a questo maledetto problema della disoccupazione e della precarietà.
    In un momento come questo l’interrogativo che ci dovremmo porre non è “come devo risolvere il mio problema” ma “cosa posso fare io per risolvere il nostro problema” il problema di tutta la comunità.
    Noi siamo il presente di questo Paese e determineremo il futuro, ma se non facciamo nulla davanti a noi non troveremo nulla, se non ciò che ci hanno lasciato.

    ❤ Marianna

    • A me è successa una volta una cosa simile.
      Leggo un’inserzione (non c’erano ancora le agenzie interinali, parlo dei primi anni 90) e chiamo il numero di telefono, è un negozio del centro di Firenze che cerca una commessa.
      Mi propongono un colloquio, ma me lo propongono in un giorno nel quale io ho un altro impegno. Chiedo se è possibile fare il colloquio in un altro giorno. Può darsi che lo abbia detto con un tono un po’ lamentoso, ma la principessa sul pisello (è il caso di chiamarla così) che risponde al telefono comincia a dire “eh ma se lei deve fare tante storie per un semplice colloquio, quando si tratterà di lavorare che farà?”
      Resisto alla tentazione di mandarla al paese del quale dovrebbe avere la cittadinanza onoraria e le chiedo rassegnata a che ora. Mezzogiorno. Mezzogiorno è un orario scomodo, che mi spezza la giornata, le chiedo se si può fare la mattina presto, sperando di poter almeno recuperare il pomeriggio per me.
      Non l’avessi mai detto, ricomincia con il pistolotto “quante storie per un semplice colloquio”.
      Da notare che l’impegno che avevo era per motivi personali, ma per quanto ne sapeva la principessa poteva essere anche un colloquio con qualcun altro. Avrei potuto rimandarlo, ma ho valutato le mie possibilità di superare quel colloquio troppo vicine allo zero, dati i presupposti, e ho scelto di dire alla principessa che non ero interessata.
      Certo avrei potuto richiamarla il giorno dopo, sperare che non riconoscesse la mia voce e riprovarci, ma sul momento non ci ho pensato. Ero giovane, debole e ingenua, mi succedesse oggi le risponderei per le rime.

      Quanto alla dottoressa sul pisello (mi concedete questa licenza poetica?) del racconto di Marianna, con una laurea non le è venuto in mente che forse, ma solo forse eh non esageriamo, prima di dire no guardi non posso venire aveva già provato a chiedere a parenti e amici? O forse si aspetta un grazie per non averle detto di venire a piedi?
      E’ odioso questo pensare che siccome uno è disoccupato allora non ha una mazza da fare tutto il giorno. E’ una forma di mancanza di rispetto, e se non ti rispettano da disoccupato difficilmente ti rispetteranno da lavoratore.

  5. Io credo che molti annunci siano inventati di sana pianta. Personalmente ho 10 anni di esperienza nell’ambito della Comunicazione, ho risposto in questi ultimi 3 anni a più di un centinaio di offerte. Fino a un anno e mezzo fa era ancora possibile riuscire a sostenere un colloquio almeno conoscitivo, poi spesso la posizione veniva chiusa per mancanza di budget, nell’ultimo anno le cose sono peggiorate. Non si riesce nemmeno più ad avere un primo appuntamento, ergo sono arrivata alla conclusione che dei 20 annunci pubblicati almeno 15 sono farlocchi. Secondo, troppo spesso, purtroppo, chi lavora in agenzie di selezione è un disoccupato di ritorno che si ritrova a fare quel lavoro senza particolari stimoli/interessi. Le agenzie funzionano in una logica prettamente commerciale, più persone piazzo più guadagno, ed è per questo motivo che in Italia la domanda non incontra quasi mai l’offerta. Terzo, molte aziende hanno delle pretese assurde: 10 anni di esperienza, plurilaureato, 5 lingue, 8 master per fare la segretaria in sostituzione maternità a 900 euro al mese… Voi che ne pensate?

  6. Ciao, sono passata per caso e mi sento di darti un consiglio di cuore: meglio mandare i tuoi cv all’estero e se non l’hai ancora fatto è meglio che tu prenda in considerazione questa possibilità.
    Te lo dice una persona che ha lavorato all’estero e ha notato subito la differenza e se potesse ( se non avesse impedimenti familiari) sarebbe di nuovo là. Infatti qui è tutto valore sprecato. Non c’è apprezzamento nè per le capacità delle persone, nè per le qualità professionali nè per le persone stesse.
    Purtroppo qui in Italia si va avanti con la raccomandazione e sono rarissimi i casi in cui si viene presi in considerazione per il proprio valore effettivo nel campo del lavoro. Quindi se non ottieni risposte inizia a guardare più lontano perchè ne vale davvero la pena, credimi 🙂 Avevo un collega che si è laureato mi ha dato ascolto, se n’è andato a Londra e ora lavora al Museo di storia naturale. Invece i colleghi di università che si sono laureati come lui e sono rimasti in italia ancora stanno mandando cv. Good luck 🙂

    • ciao, grazie per essere passata e per aver commentato.
      Ho lavorato all’estero (barcellona) per un anno poi per motivi personali sono rientrata a vivere qui e ho trovato peggio di quel che avevo lasciato. Due mesi fa sono andata in Germania e per caso ho parlato con un gruppo di italiani che fanno i ricercartori lì e mi hanno detto che non torneranno mai perchè in Italia opportunità zero. Cercherò di ingegnarmi qui e di fare di tutto e anche di più per restare nel bel Paese (che tanto bello non è!) ma credo che alla fine l’entusiasmo si esaurirà e ritornerò ad espatriare!!!

  7. Carissimi tutti, io ho un sito perchè svogo attività di libero professionista in cui scrivo, per tenerlo aggiornato, articoli scientifici. Giovedì ho scritto 200 mail con la semplice frase: potete trovare un interessante articolo sull’argomento xyz a questo link. Mi auguro sia di vostro interesse. Secondo voi in quanti hanno linkato ? Non chiedevo nè di lavorare, nè stavo mandando il CV…Buona fortuna a tutti e tutte perchè ne avete bisogno.

  8. ciao, sono Francesco e t’ho conosciuta per un “like” postato al mio blog. Già il titolo del tuo, di blog, mi è piaciuto molto, davvero! Sono stato circa due anni, in ansia, tra lavori saltualprecari e il resto della giornata fra lo scrivere (la mia passione) e l’inviare cv in giro…Non ti abbattere, fatti forza, alla fine l’occasione giusta capiterà. Ne sono certo, com’è capitata a me (che ho vinto un concorso)! In bocca al lupo ;))))

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...