ANCHE I CERVELLI PIANGONO…

CARI “CERVELLI”,

Cari amici che avete studiato e ve ne siete andati, che avete lavorato al Cern, che ci avete dato onore con i vostri brevetti, che studiate e ricercate all’estero perchè SAPEVATE che in Italia non avevate speranza nè di ricercare nè di brevettare. Cari cervelli, voi che avete vinto i premi e che avete dato modo a noi, poveri ricercatori italiani, la speranza che al di là del confine UNA VIA D’USCITA ESISTE…cari amici, colleghi, fratelli ma prima di rientrare non avete pensato che forse e dico forse il vostro paese d’origine è l’ Italia, e che in Italia le cose non cambiano. Se lo Stato ti promette gloria e fama..è una bugia,non vi fate ingannare. L’ Italia è l’unico paese dove chi si accontenta è al Senato e gli “schizzinosi laureati” nei call-center; l’ Italia è l’unico paese al mondo dove la parola indeterminato associata alla parola contratto non è più sinonimo di sicurezza (basta dichiarare fallimento), inoltre è l’unico paese dove il cambio di Governo garantisce la permanenza delle leggi ad personam mentre per tutte le altre ci sia affida al libero arbitrio.

Cari amici, voi che siete tornati con il progetto “rientro dei cervelli”  intitolato a Rita Levi Montalcini (costato 6 milioni di €) con la certezza che avreste insegnato nelle migliori università italiane per “internazionalizzare l’università”, allettati anche dal fatto che tra le condizioni previste per il vostro rientro c’era questa clausola: un contratto di tre anni rinnovabile per altri tre e la possibilità, a sei anni dal rimpatrio, di usufruire di un canale riservato per una chiamata diretta su una posizione a tempo indeterminato, come quella di professore associato. “Non si tratta di nessun favoritismo, è un canale garantito dalla “legge Moratti” 230 del 2005, Art. 1, comma 9″, precisano. Se ve ne siete scappati perchè c’ era lo schifo come pretendente che al  vostro rientro sia magicamente cambiato tutto? Ma non leggete i giornali, se tagliano i fondi alla sanità come pretendete che possano rifinanziare l’istruzione pubblica?  Ma io dico siete “cervelli” allora “cervellate”. Lo so che c’ erano le promesse contrattualizzate, ma si sa: l’Italia è una Repubblica fondata sulla promessa.

Ora è uscito il secondo bando che prevede il rientro dei cervelli ma ad altre condizioni: “Reclutazione di giovani ricercatori a tempo determinato senza possibilità di rinnovo”. I 23 cervelli del primo bando ora si trovano ad affrontare la retroattività legislativa, e si domandano che fine faranno visto il cambio di Governo e relativo cambio del bando. I 23 rientrati che cosa faranno? Hanno scritto lettere alla fondazione Montalcini e al Miur che ovviamente essendo in Italia hanno fatto orecchio da mercante. Ed i nuovi cervelli che fine faranno? La risposta la danno dai rientrati pentiti: “suicidio accademico assistito per vittime ignare”

Alla luce di ciò, carissimo cervello, io lo so che anche i cervelli piangono e sono nostalgici, ma non ti preoccupare: la Barilla all’estero costa 1,03€ per mezzo kg, il caffè te lo spedisco io, ogni tanto se ti manca la televisione di alto spessore italiano sintonizzati su RAISAT INTERNATIONAL  ma resta lì, non ti muovere, facci onore e rendici Grandi come solo gli italiani possono fare…LAVORANDO ALL’ESTERO.

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4 thoughts on “ANCHE I CERVELLI PIANGONO…

  1. Chiunque invita questi ottimi ricercatori a ripartire per l’estero (pregasi di vedere le loro biografie, hanno creato un loro sito), ha esattamente il tipo di mentalità che ha condotto il sistema-Italia ad essere lo schifo ben noto, cioé ha la mentalità di supina accettazione del’ esistente con tutto il suo marcio: una casta politica che cura solo i propri interessi; potentati economici a circoli chiusi, Università dominate da baroni che sistemano i propri “allievi” (come le mucche che curano i propri vitelli). La differenza fra questi ricercatori tornati dall’estero e la maggior parte di quelli che sono cresciuti in Italia é che questi ultimi (che hanno avuto la fortuna di avere un contratto da ricercatore a tempo indeterminato) sono stati allevati dai baroni ed hanno agito da servitori dei baroni per far perseguire a questi ultimi mere logiche di potere e spartizione lottizzatoria all’interno delle Università, così contribuendo alla chiusura corporativa del sistema Università, che riflette a sua volta la logica coaptiva-corporativa che domina da tempo tutto il sistema- Paese e che ha determinato per decenni, con la fuga dei cervelli, ingenti danni economici ed in termini di perdita di capacità umane. Oltrettutto, da una eventuale nuova fuga di questi ricercatori del primo bando del programma Montalcini, ciò che ne deriverebbe per l’ immagine dell’ Italia all’ estero non sarebbe certo un onore, ma una ulteriore perdita di credibilità ed un disonore. Questi ricercatori tornati dovrebbero, secondo me, lottare fino in fondo ed esigere il rispetto dei termini della loro normativa (la legge non é retroattiva, e norme successive al loro bando che non li menzionano nemmeno non possono incidere sulla loro situazione). In un Paese dove l’ opinione pubblica avesse una mentalità sana, cioé attenta a ciò che può essere bene per tutti ed a rifiutate il marcio, a questi ricercatori tornati dall’estero bisognerebbe stendere il tappeto rosso davanti, non invitarli a ripartire!!

    • Io non invito i cervelli italiani di ritornarse all’estero, io consiglio di restare al’estero.
      In Italia non esiste la possibilità di fare ricerca seriamente, quei pochi ricercatori non sono neanche pagati. Dottorandi che si umiliano per una pubblicazione. I docenti universitari 90enni mandano avanti i propri pupilli, e se io volessi fare ricerca e campare di questo cosa faccio? lotto per farsì che la ricerca in Italia cambi…e intanto cosa mangio? di cosa vivo? Vado a lavorare nei pub, la notte.(come succede a molti ricercatori e dottorandi)di giorno lotto e la notte lavoro. Non conviene, ho conosciuto una coppia di ricercatori italiani a Strasburgo che fanno solo ricerca, vivono agiatamente…in Italia dov’è questa possiblilità? Dove sono i ricercatori che vivono di ricerca?
      So che la retroattività non sussiste in questo caso, ma dai giornali su cui mi sono documententa si evince che chi ha creato il concorso si stia appellando a questo anche se è impossibile per legge. Intanto i cervelli tornati sono spasso, senza cattedre così come gli era stato promesso e scritto nel contratto. Non credo che l’immagine dell’Italia nel mondo si alta, penso che la classe politica italiana faccia già molto ridere…qui non si “parla” di Italia ma di italiani in crisi e senza futuro, almeno qui. Se io ho un sogno che è quello di stuadiare all’Università nella città in cui vivo non esiste questa possibilità cambio città per realizzare il mio sogno, lo stesso vale per la ricerca…se nel mio Paese non posso farlo cambio Paese. Se nel mio Paese devo inchinarmi e pregare per avere quello che all’estero mi danno senza inchini e leccate di sedere…perchè restare qui…sperando che l’Italia e gli italiani cambino…personalmente non credo a questi cambiamenti..ma tutto può succedere.

      • Cara Gioacchina, capisco perfettamente la sua frustrazione, e può darsi benissimo che, alla fine de primol triennio od anche prima, tutti i ricercatori rientrati con il primo bando del programma Montalcini tornino all’estero. Questo é ciò che potrebbe accadere, ma una cosa diversa é ciò che invece dovrebbe accadere se il sistema-Italia avesse un minimo di normalità e ragionevolezza…ed ovviamente in questo caso dovrebbe accadere anche che i dottorandi ed i ricercatori possano lavorare in piena libertà e pubblicare senza doversi inchinare a nessun barone, e che i baroni vengano cacciati a pedate…in sostanza volevo dire: anziché rassegnarsi ed andarsene, bisognerebbe che tutti quelli che vogliono cambiare si uniscano e facciano sistema fra loro per ribaltare il marcio che esiste…..interessante il punto sulla retroattività: da quali giornali si deduce che chi ha creato il programma Montalcini vuol rendere retroattivo il secondo bando? Anche io ho letto la storia di questi ricercatori sui giornali (come Repubblica.it, La Sicilia, la Nazione ed altri) e dico che questi ricercatori, che mi sembra abbiano anche conoscenze giuridiche, dovrebbero lottare con il coltello per difendere i loro diritti..

      • Caro difensore dei diritti, la mia non è frustrazione ma realtà oggettiva evidente: se in Italia le cose funzionassero secondo legge, nessuno avrebbe bisogno di scappare ne di ritornare, ma visto che non funziona così che devo fare??? Lotto per i miei diritti e intanto come la mantengo la mia famiglia?
        La tua posizione è giustissima…ma la regola è che se non lavoro non mangio…quindi se io dovessi scegliere opterei per l’estero.

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