C’era una volta la Crisi e l’AgenteportaAporta.


C’era una volta la Crisi: un donnone scuro scuro in volto, di un colore così scuro che sembrava del colore della testa di moro…anzi, direi nero! Ella viveva aggraziata tra l’Italia, la Spagna e la Grecia…le piacevano i luoghi di mare! E di cultura anche!

Affamata di denaro, se ne andava in giro elemosinando, spesso anche con prepotenza, monete, così da lasciar la gente senza l’ombra di uno spicciolo.

A lei piaceva il lusso e tirar su e giù continuamente, come un’altalena, un omino europeo chiamato SPREAD (si pensa che il suo nome sia derivato dalla sua origine italo-tedesca). Le faceva tenerezza.

Ma c’era una volta anche un altro personaggio, un po’ losco, non come quei due, dolci ed aggraziati: egli si chiamava AGENTEPORTAAPORTA. Un unico nome? Oppure era il suo nome e cognome? Un mistero che si infittisce se si pensa che questa figura strana sia comparsa subito dopo la venuta del donnone, quella lì color notte, colore del buio pesto, del nero pece…. Crisi, insomma.

AgenteportaAporta, a sua volta, andava a chiedere alla gente denaro, investimenti, proprio dove Crisi ci era appena passata. E allora la gente gli gridava dal balcone: Non ti vogliamo! Non vogliamo niente! Vattene via!

Diciamo che non era ben visto perché a volte Agente prometteva quello che in realtà non poteva mantenere, come regali, risparmi economici e oggetti a prezzi mai visti.

E allora arrivava Crisi, che con la sua dolcezza, accarezzava la gente buona, vittima di Agente.

Il truffaldino però stava imparando sempre meglio il suo mestiere e arruolò altri come lui: li chiamò con lo stesso nome ed erano diventati tanti, addirittura troppi!

Ad Agente venne in mente di ingegnarsi anche con la creazione di un altro lavoro: il CALL CENTERISTA, un altro omone che avrebbe chiamato la misera gente italiana in tutte le ore del giorno e della notte pur di farti accettare qualsiasi proposta avrebbe fatto loro.

Lottavano a fior di battute, presentazioni formali, inserzioni pubblicitarie anche fasulle su radio, emittenti televisive e giornali.

Arruolavano sempre più persone che, non potendo più sopportare nemmeno la vista di Crisi, si affacciavano a questo “paradiso amaro” del lavoro sicuro; mentre le altre preferivano rimanere tranquille e godersi la vecchiaia senza nemmeno una parentesi di pensione.

Un bel giorno, il tempo si fece scuro, nero pece come il donnone Crisi, ma Crisi già c’era: quindi cosa stava accadendo?

Erano tutti abbastanza preoccupati e la gente d’Italia ben pensò che fosse arrivato il momento del giudizio universale: ma cosa aspettava loro? Solo sfortune, dopo tutte quelle già passate? Ancora vergogna e dolore, per un futuro agghiacciante?

E no, miei cari…il giudizio ebbe modo di portare giustizia dove non c’era più, dove la gente stentava a fidarsi l’uno dell’altro.

Fu così che un altro omone alto alto (che tutti voi chiamate con un nome strano… DIO) fece un po’ di ordine: da un lato i morti di fame ma onesti e dall’altro CRISI, AGENTEPORTAAPORTA e CALLCENTERISTA.

E vissero, finalmente, tutti felici e contenti.

 

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