In tempi di crisi, la palestra è fai da te!

 

 

«Italiani sempre più pigri» recita il titolo di un articolo di un sito che tratta di benessere, sui dati circa le iscrizioni in palestra nel 2012.

Sarà vero? Possiamo fidarci di questi dati? A quanto pare, fortunatamente la maggior parte delle motivazioni non sono incentrate su questioni di “scelta personale” dell’italiano medio, bensì di “crisi economica”, il termine più diffuso in Italia in questo momento, talmente ripetuto da risultare nauseante.

«Complice la crisi, gli italiani pigri, risolvono presto il problema, niente palestra e si crogiolano nelle difficoltà in poltrona, fra uno spuntino e l’altro, davanti al televisore».

E voi poveri disoccupati, siete ancora lì con il panino in mano, davanti alla tv a vedere l’ultima puntata di Dawson’s Creek o volete reagire a questo clima sconfortante e per nulla speranzoso?

In fondo in tempi di recessione, il nostro fisico da “disoccupati sprovveduti” ci chiede perdono: perdono per tutte le guerre di dolci che gli abbiamo fatto durante tutta l’estate, tra feste patronali, riti propiziatori, sagre e chi più ne ha più ne metta; perdono per la coppa del nonno e le polpette della nonna, i bignè della zia e le orecchiette della mamma.

In tempi di stallo, il nostro fisico aspetta un vero cambiamento: e allora eccoti la ventottenne insegnante precaria, la quasi quarantenne neo-disoccupata da 6 mesi, l’assistente sociale “volontaria perfetta” alle prese con un peso da torturare, avvizzire per tornare alle gioie delle forme dolci di un corpo “violentato da notti di dosi d’eccessiva nutella”!

Quindi se voialtri, altrettanto sprovveduti, giovani e non, vi state domandando come porre fine a questo strazio, non solo fisico ma anche mentale (aprire il vocabolario della Disoccupazione, edito dalla MONDADORI, sotto la lettera S, alla definizione STRESS DA NULLAFACENZA o anche alla S di STATO ITALIANO) la risposta è qui di seguito: si chiama palestra fai da te!

Non occorre spendere soldi (che non abbiamo e che non si materializzano come per magia, come accade nelle sedi amministrative dei vari comuni italiani) ma bisogna dotarsi solo di tanta buona volontà: serve solo un prato, o un percorso alternativo, o se non altro una zona un po’ meno trafficata, e almeno un’altra persona di buona volontà e il gioco è fatto! Respirerete aria pura e il vostro corpo godrà di tutti gli effetti benefici di un’ora “senza pensieri”.

Non serve correre a dismisura per perdere i chili acquisiti con tanti “sforzi” a furia di ingurgitare prelibatezze! Basta concedersi del tempo (circa un’ora di camminata a passo svelto vanno più che bene!) per una distrazione fisica e mentale, appunto.

Ah, dimenticavo! Armatevi di pazienza, graziosa alleata di cui servirsi nel caso vi doveste trovare in città sprovvedute di parchi e nel caso i vostri concittadini siano poco amorevoli nei confronti degli amanti della salute.

In fondo, cosa ne possono capire loro di vitalità, voglia di muoversi e libertà? Buona passeggiata allora, colleghi!

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