La passeggiatina al parco…chiamato centro commerciale

Vi siete mai chiesti il motivo per il quale la gente si riversa nelle “stradine” di un grande centro commerciale, come accade ne Le Colonne di Brindisi, carica delle proprie famiglie, di bimbi che corrono, urlano e producono schiamazzi a dismisura?

E voi, amanti della natura e/o pseudo ambientalisti brindisini, avete mai trovato una risposta del perché i genitori di queste “scimmie urlatrici” (con tutto il rispetto per le mamme, che hanno sfornato questi bravi bambini) non portano i propri piccini in un bel parco, pieno di alberi, affinchè sfoghino tutta la loro forza e attività repressa?

Personalmente la domanda ricade quasi sempre, sia durante l’estate (i brindisini non conoscono forse il mare???) sia durante la primavera (stagione perfetta per vedere sbocciare i fiori e insegnare ai propri figli il nome di ciascun nuovo bocciolo).

Ma, a quanto pare, per entrambe le stagioni ci sono le dovute risposte: ad esempio, il brindisino medio “ama” riversarsi nei grandi centri commerciali durante l’estate per far fronte all’afa, quindi per l’aria condizionata…

Ebbene sì: mal sopportando, infatti, le alte temperature del nostro Sud, si preferisce refrigerarsi anziché tuffarsi nell’acqua del mare, a noi molto vicino…mah!

E per la primavera? Perché le famiglie in primavera si rinchiudono in quattro mura (quattro anche se un po’ allargate…)? Ci ho pensato e ripensato, quasi fosse un dilemma e forse l’ho risolto: sicuramente la questione “fresco” e “refrigerio” vale sempre; in secondo luogo, la motivazione sta nel portare i bambini in luoghi sì affollati, ma almeno chiusi, freschi (per i loro piccoli e per se stessi) e soprattutto PULITI.

Si, perché la questione dell’IGIENE sta andando avanti speditamente (fino ad arrivare quasi all’ossessivo-compulsività), perciò la mamma accorta fa sì che il proprio bambino resti sempre pulito (non educato, ma pur sempre pulito!!!), non badando al fatto che non stia crescendo affatto in un ambiente fatto sì di terra (quindi sporco, quindi DA EVITARE PER LORO!) ma pur sempre educativo e utile a produrre tutte le difese immunitarie di cui ha bisogno, per il resto della propria vita.

Non è un’esagerazione, in fondo: se si pensa che entrando in questi ostici centri la temperatura media è di 10 gradi, quando d’estate ne abbiamo 40, non ci deve parer strano poi che tornati a casa la nostra di temperatura è salita a 38 (parlo per esperienza personale). Dovremmo ormai sapere che più ci assoggettiamo alle escursioni termiche, più ci ammaliamo.

Ma che dire, poi, quando un giovane (di età media tra i 25 e i 30 anni) prova ad uscire al centro storico della nostra triste città e non trova anima viva e poi semplicemente spostandosi in direzione de Le Colonne si trova di fronte ad una voragine di persone, intente non si sa a far che, se spese varie (alla faccia della crisi) o semplicemente per tergiversare e trovare un antidoto alla noia.

Pare che l’ingegno di ereditare l’idea dei centri commerciali direttamente dall’America l’abbiano avuta dei poveri cittadini del nord Europa: poveri in quanto non avendo molta possibilità di passeggiare e fare compere per le strade della propria città per il troppo freddo, hanno pensato bene di far rientrare i negozi in questi ampi spazi.

E a noi, quindi, cosa manca? Siamo troppo comodi per spostarci, accusiamo troppo caldo per le vie del centro cittadino o non siamo proprio abituati a vivere la nostra Brindisi?

La voglia di avvisare con un megafono tutta quella gente che sembra ipnotizzata dalle luci, dal chiuso e dalle vetrine, che c’è una vita là fuori, fuori dallo spendere e spandere, fuori dalle apparenze e che i vari sindaci ci stanno deliziando con cotanti parchi nuovi (si veda il “Di Giulio” vicino al Liceo Socio-Psico-Pedagogico) non per il gusto di convogliare denaro in attività vuote, ma per rendere Brindisi una città ecosostenibile, è molto forte.

Aiutiamo la nostra città a crescere, cominciando da questo.

Altrimenti, perchè candidarci a capitale europea del 2019 se non sappiamo nemmeno cosa la nostra stessa città ci offre e rimaniamo così chiusi mentalmente?

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