Regione che vai, concorso che trovi!

Ed eccomi qui, proprio come nel film di Ficarra e Picone dal titolo “Nati stanchi”, a tentare l’ennesimo concorso, per dare una svolta alla mia vita lavorativa (quasi inesistente). Noi giovani disoccupati alle prese con test, quiz, prima prova, seconda prova e per finire…il temuto orale!

Ma cosa avremo mai da raccontare, se mai si dovessero superare le prime due fasi, nel momento finale, quello orale appunto? Dovremmo raccontare quante ne abbiamo passate per arrivare fin lì, quante notti in bianco hanno caratterizzato il nostro studio, asfissiante, perenne e quasi da incubo?

Ma facciamo un leggero passo indietro…torniamo ai primordi, al momento in cui Ficarra e Picone vivono beati nella loro Sicilia, ignari del loro futuro: girano l’Italia, vagano, pur di fare (loro malgrado e quindi per volere delle loro fidanzate) concorsi su concorsi.

A prescindere dai protagonisti della simpatica pellicola, i quali cercano perennemente di non superare nessun test, al fine di non correre il rischio di lavorare, per noi giovani disoccupati/preoccupati, la domanda nasce spontanea: come vive  il “sottoposto al concorso” questa esperienza? Naturalmente, a parte le preoccupazioni durante il test stesso, ciò che ci fa tanto sorridere è il momento successivo, quando si scopre che non è stato superato.

E per ovviare alle critiche altrui per non aver passato nemmeno la prima fase dei test, il “soggetto” tende ad affermare: «È proprio una vera “magagna”», termine comunemente usato nel sud, estremamente necessario a giustificare la propria gaffe.

C’è gente che ripete queste frasi all’infinito e solitamente anche il brindisino medio, il quale pur di non sentirsi ripetere la solita tiritera come: «Perché non provi questo concorso al Nord? Magari lì non è come qui da noi…» risponde a tono: «Ma tanto funziona così dappertutto…».

In fondo si sa bene che le nostre “tecniche” sono state ben esportate anche al Nord e saremmo capaci di giurare di essere a conoscenza di persone che lo hanno provato in Lombardia, in Friuli e nel Trentino, finanche all’estero, ma con gli stessi risultati di sempre: tutti perennemente negativi, proprio come i poveri protagonisti del film suddetto.

Ma poi accade il miracolo… tenti davvero al famigerato Nord e qualcosa cambia…

Ed io ho voluto riassumere un po’ le differenze che ho notato, proprio quando mi sono trovata alle prese con gli odiati test d’ammissione.

Riassumendo, ho partecipato a tre concorsi, due dello stesso genere (in Veneto e in Puglia) e uno in Toscana, per il famigerato TFA, di cui abbiamo parlato in un articolo precedente.

BANDO PER EDUCATORI IN VENETO

Modalità concorsuali: Selezione per titoli ed esami, ossia alla prova si accedeva solo con adeguato titolo di studio e il test consisteva in 30 domande a risposta multipla. Occorreva rispondere correttamente a 21 su 30. Risultato personale: superato, sono in graduatoria.

BANDO PER EDUCATORI IN PUGLIA

Modalità concorsuali: Selezioni per titoli.

Risultato: ancora non si sa nulla, ma con tutta la gente che vi avrà partecipato e senza un esame da superare, sarà difficile entrare in graduatoria.

Per quanto riguarda le tempistiche dei risultati, possiamo così riassumere:

Veneto: circa quindici, venti giorni per dare i risultati parziali e totali, tra test e conteggio dei titoli.

Puglia: dopo circa due mesi dalla scadenza del bando, si ha solo l’elenco dei partecipanti…tra tempi per ricorsi per eventuali errori di trascrizione o nomi mancanti…credo che ci vorrà ancora qualche mese. Si spera per Natale…

La Toscana si aggiudica un bel 6- per le modalità concorsuali, per le tempistiche un po’ lunghe e l’inesperienza della commissione, la quale sembrava essere preparata solo per garantire l’assoluto silenzio tra i partecipanti del test.

Pensate che queste conclusioni siano esagerate e che tutte queste differenze in realtà non esistano?

Io credo che una qualche verità in queste leggende metropolitane ci sia, che qualcuno ci abbia marciato e ci marci ancora, che in fondo la “magagna” sia sempre lì, dietro l’angolo, l’angolo del tacco della nostra bella penisola…

E posso esserne quasi certa, anche perché una volta, partecipando ad un bando per l’ammissione ai corsi di Medicina di una famosa università pugliese, non ho ritrovato nemmeno il mio nome nell’elenco dei concorrenti. Volatilizzato?! Sistema di rete impazzito? “Errore umano”?

O semplicemente un triste epilogo per chi non ha il famigerato e tanto desiderato “santo in paradiso”?

Ai posteri e a voi l’ardua sentenza.

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