LA DISOCCUPAZIONE…INDIGNA!!!

Mi rivolgo a te, proprio a te che stamattina ti sei svegliato e prima di fare colazione hai acceso ai digitato sul tuo Facebook e sul Twitter la frase: “FERIE FINITE :-(”  .  Mi rivolgo a te, che hai scritto e hai condiviso con tutto il mondo “odio il lunedì di lavoro”.

CHE PECCATO, POVERELLO…SCUSAMI SE NON ERO LÌ AD INFILARTI LE CIABATTINE NEI PIEDINI LAVORANTI STAMATTINA, SCUSAMI!

Mi rivolgo proprio a te per dirti: SORRIDI, NON LAMENTARTI, PERCHE’ TU LE FERIE LE HAI AVUTE PAGATE. SORRIDI PERCHE’ IL 27 DI QUESTO MESE IL TUO CONTO SORRIDERA’ CON TE.

Io stamattina mi sono svegliata, ho bevuto il caffè, ho acceso il cellulare e ho controllato INFOJOBS, PUGLIA IMPIEGO, TROVALAVORO. Sorridi perché a differenza di te, povero uomo occupato, il mio lavoro si chiama DISOCCUPAZIONE. Non ha ferie pagate, non fa differenza tra lunedì, martedì, domeniche e festivi, il mio lavoro è continuativo ma continuamente GRATIS. Il mio lavoro consiste nello svegliarmi la mattina, accendere il PC, cercare il modo per occupare il mio tempo a pagamento. Passo dalle 6 alle 8 ore davanti al PC a scrivere ed elencare le mie qualità discorsive, il mio modo ottimo di lavorare in equipe e la mia calma nell’affrontare i problemi. Customizzo, personalizzo, catalogo, organizzo e invio, inoltre ho il cellulare sempre acceso “perché non si sa mai” . In più, nel mio specifico caso, il lavoro non prevede un’ ambiente con l’aria condizionata anzi prevede lunghe camminate per negozi, case di cura, centri per l’impiego, centri per disabili, per consegnare personalmente il mio non lavoro. Poi, finite le 6/8 ore, la sera faccio la preghierina e prego in una maternità altrui, prego che le ferie degli altri siano prolungate, prego in un miracolo, prego di ricevere la chiamata di un numero anonimo che mi dica: “Salve, l’abbiamo selezionata perchè il nostro personale è in ferie”, prego in un CO.CO CO. ma anche in un MINI CO.CO. CO .

Io, e purtroppo non solo io, ma gran parte della popolazione italiana, nelle vostre ferie ho riposto le sue speranze; speranze andate in fumo con il vostro lamentoso e remunerato rientro. Non sono qui a sindacare la “libertà al lamento”, diritto sacrosanto che esercita ogni uomo da quando è embrione,  io vi chiedo di lamentarvi SORRIDENDO. Perchè siete fortunati, anche se il vostro lavoro fa schifo e non vi piace resta comunque un “bene di lusso”.

Oggi, come ogni giorno, ho inoccupatamente lavorato e domani sarà uguale. 🙂

BUON RIENTRO DALLE NON FERIE A TUTTI GLI INGEGNOSI, INDIGNOSI DISOCCUPATI.

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7 thoughts on “LA DISOCCUPAZIONE…INDIGNA!!!

  1. Per dei problemi al pc avevo utilizzato una mail provvisoria, ormai non più in uso!Grazie della rissposta. E’ la prima volta che converso in un blog.Mi è capitato lungo il percorso internettiano per caso,proprio mentre consultavo il sito dell’ordine per AA.SS. della regione Puglia.Giusto per vedere se fossero già uscite le date dei seminariconvegniincontri e quant’altro per la famigerrata formazionecontinuaobbligatoria!già obbligatoria esoneri a parte! Lo scorso anno non ho raggiunto i crediti richiesti, e non perchè non avessi i soldini per pagarmi il pullman e comprarmi un misero panino (bottiglitta d’acqua portata da casa ormai calda nella borsa!) da mangiar sola in attesa della ripresa pomeridiana del convegno, guardando òla sfilata di donnecontacco andare a pranzo (la crisi!). Noooooo!!!!!Perchè ho (o avevo) fortunatamente un lavoro dove non potevo poi prender tanti giorni. Lavoro per il quale ho messa la benzina nella macchina peer arrivarci (o anche per andare oltre…gratis…per i fini lavorativi), o meglio rimesso, perchè oggi, ma anche domani e dopodomani e….scusa mi sto dilungando, cmq per molto ancora avanzo giugno 2011 e dicembre 2011 (sì c’è un salto!), assegni familiari luglio-dicembre 2011, e sei mesi 2012, maternità compresa. Comprensibile la mia furia furiosamente espressa. Tante spiegazioni per leccarsi le loro ferite,poche spiegazioni (anzi richieste, altrimenti non concesse!) per capire quanto tempo attendere per ottenere ciò che ci spetta di diritto. Lavoro non pagato=volontariato non richiesto. E per ora annego nelle onde dei miei diritti di mamma e lavoratrice, puntando al di fuori il mio dito furioso!Beh almeno ora tra biberon, pannolini, invio preventivo di curriculum…navigo in questo blog ingegnosamente…ingegnato!

  2. credo che neanche le assistenti sociali in tacchi alti e borsa LUIS VUITTON (che va molto di moda tra le colleghe lavoratrici!!!!!!!!) abbiano raggiunto i crediti! Anche perchè, a differenza loro, le assistenti sociali disoccupate, i convegli li seguono. Formazione continua una ceppa, visto che crediti a parte, ogni anno arriva la letterina che ti invita a pagare….servirebbe un assistente sociale…ma di quelle brave, perchè iscirtte all’albo ci sono tante di quelle utenti!!!!!
    non è consolante, lo so, ma nel mare non navighi sola…in provincia di Brindisi, ci sono comunità che pagano dopo anni…quando tu ti sei rassegnato, ricevi un misero assegno di consolazione!
    io ho scelto volontariamente di fare l’assistente sociale gratis, ma ora l’albo ha messo una nuova disposizione in materia…giuro che un giorno gli metto fuoco. aspetto un concorso pubblico e intanto mi arrangio, volantinaggio, baby sitter…vorrei avere una casa e un figlio, ma visto la situazione economica, verrebe una collega a togliermelo!!!
    ma poi, mi sono sempre chiesta…con lo stipendio da assistente sociale, come fanno queste a permettersi borse cavalli, vestiti assurdi, sfilate ai convegni…mah. sarà vero quello che mi diceva la mia prima tutor: il segreto di una brava assistente sociale è un marito ricco!!!!!

  3. Pingback: L’UNIVERSITARIO RIENTRATO E POI RIPARTITO | La disoccupazione ingegna

  4. sono esattamente nella tua stessa condizione, e oggi non so veramente più che pesci prendere…. uf…scusa lo sfogo,ma mal comune mezzo gaudio, mi sento meno sola!

  5. che amarezza… è esattamente la mia giornata tipo: mi alzo alle 8 (con tremendo senso di colpa per alzarmi dopo i miei che lavorano), accendo cell pc controllo mail siti offerta lavoro di tutto insomma… poi faccio qualche lavoretto in casa, per sentirmi utile almeno in qualcosa, pulisco, cucino; il pomeriggio si ricomincia, le mail i siti… vado a letto con un groppo in gola, spesso piango con la faccia nel cuscino perché mi sento disperata, fallita, inutile… anni passati a studiare con profitto non mi hanno resa speciale, mi hanno resa disoccupata e disperata.

    • Ho letto il tuo commento sotto al mio articolo, e sono rimasta colpita da quello che hai scritto…potrei dirti che passerà, che siamo milioni nella stessa condizione, tantissime persone che la sera si sentono fallite…oggi ascoltavo una canzone in radio che diceva: senza uno stipendio sei un difetto sociale. Siamo tutti difettosi, siamo difetti sociali. Non c’è niente di più triste che sentirisi falliti e nel fallimento ti sentirsi soli. Il grande problema è che la fallita non sei tu e ne tantomeno io, fallito e difettoso è il Paese in cui viviamo che non solo non ci da la possibilità di farci fare il lavoro per cui abbiamo studiato ma neanche un altro qualsiasi lavoro…Quindi spero che il tuo periodo passi presto e per quanto possa essere consolante io ci sono…parlare e sfogarsi con qualcuno che ti capisce davanti ad un sapiente barattolo di Nutella per me non è stata una soluzione ma almeno un lieve attenuante.
      Un abbraccio

  6. Pingback: LA FAMO STRANA? RASSEGNA STRAMBA #3 | La disoccupazione ingegna

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